Primo mese di campionato, le pagelle delle otto sorelle venete

Buono il Padova, sufficienza per Hellas e Arzichiampo, mentre a Venezia e Vicenza servono ripetizioni. Male Chievo Cittadella e Virtus Verona

Serie A e B subito in pausa per dare spazio alla Nazionale. Pausa opportuna per messe a punto e correzioni dopo la chiusura del calciomercato estivo. Solo la C è andata in campo, di soste non se ne parla fino al 29 dicembre. Qual è il primissimo e quindi quanto mai provvisorio bilancio delle Otte Sorelle venete?

L’Hellas è rimasta l’unica portabandiera del leon de san Marco in Serie A. Si è data il cambio con il concittadino Chievo, sprofondato fra i Cadetti dopo la bellezza di 11 campionati consecutivi nella categoria top. È un mistero (o una case history da manuale di gestione di società professionistica, dipende dai punti di vista) come “Harry Potter” Campedelli, il presidente tanto allampanato che non fa certo immagine per i suoi pandori, sia riuscito a rimanere a galla così a lungo senza avere un pubblico degno di una squadra di A. Questo comunque dimostra quanto poco valga oggi la tifoseria. Secondo i detective della Procura Federale il Chievo avrebbe un po’ taroccato i bilanci con il giochino delle plusvalenze e, una volta sgamato, pur dopo una penalizzazione generosamente contenuta non ce l’ha fatta. Le due veronesi non si sono messe in grande evidenza nel primo scorcio di stagione. Si sono invece gemellate nel finire contemporaneamente in Tribunale per lo stesso motivo: non aver pagato per anni al Comune l’affitto del Bentegodi. Sul campo l’Hellas, condotto dal nuovo allenatore Ivan Juric, è stato buttato subito fuori dalla Coppa Italia perdendo in casa con la Cremonese e, in campionato, dopo l’1-1 nell’esordio domestico con il Bologna (è stata la partita del coraggioso ritorno in campo di Sinisa Mihajlovich), è andato a prendersi i primi 3 punti stagionali a Lecce. Voto: 6-.

I clivensi (orribile sinonimo del Chievo, ma chi lo usa fa bella figura) sono partiti proprio male. Al posto di Mimmo Di Carlo, lasciato libero senza rimpianti di accasarsi a Vicenza scendendo di ben due categorie, hanno ingaggiato il giovane (44 anni) Michele Marcolini, un ex che ha portato per 5 anni la maglia gialloblu. L’avvio è stato brusco: due sconfitte consecutive, la prima a Cagliari in Coppa e la seconda a Perugia in campionato. Nel debutto in casa si sono accontentati di un 1-1 in rimonta contro l’Empoli, che però è partito alla grande in entrambe le competizioni. Voto: 5.

Cosa succede a Cittadella? La magnifica squadra che tre mesi fa ha regalato la Serie A all’Hellas ciccando clamorosamente gara-2 dello spareggio-promozione, ha ciccato in modo altrettanto vistoso l’inizio di campionato: 0-3 dallo Spezia al Tombolato nel 1° turno e 4-1 a Benevento nel 2°. Risultati davvero imprevedibili sia per la compattezza e la continuità dimostrate l’anno scorso sia per una Coppa Italia di segno opposto, aperta con la bastonata (3-0) ai conterranei del Padova e seguita dal successo ai rigori (5-4 dopo il 3-3 al 120’) contro il Carpi. D’accordo, sono due avversari di categoria inferiore, ma hanno cominciato molto bene la stagione. Voto: 5–.

La terza cadetta veneta, il Venezia miracolato (in termini tecnici: ripescato in Serie B), ha scelto un nuovo allenatore molto giovane (Alessio Dionisi, 39 anni) che, nella scorsa stagione, ha fatto dell’Imolese la rivelazione del Girone B della Serie C. Per quanto bravo, avrà bisogno di un po’ di tempo per ambientarsi in B sempre sperando che Joe Tacopina, l’avvocato di New York che è proprietario-presidente del Venezia, ascolti i consigli del suo ottimo dg Scibilia. Il campo (che è quello che conta per le pagelle) ha dato nel primo mese di attività ufficiale risposte alterne. In Coppa, nel vetusto Penzo (ma come faranno ad avere ogni anno l’omologazione?) ha fatto fuori al 1° turno il Catania ma è uscito al 2° prendendo tre pappine a Parma. In campionato brutta partenza (1-2 casalingo contro la Cremonese) e pronto riscatto a Trapani: 1-0 grazie al gol del centravanti Riccardo Bocalon, veneziano purosangue che, solo per il cognome che porta, meriterebbe di vincere honoris causa la classifica marcatori e di essere il capitano della Nazionale veneta, che Zaia costituirà non appena ottenuta l’autonomia. Voto: 5-6.

Serie C. È senz’altro il Padova la migliore delle venete e non solo. È infatti da solo in testa alla classifica del Girone B e a pieno punteggio. Non era scontato dopo i radicali cambiamenti seguiti alla retrocessione: nuova proprietà (ora è di un imprenditore francese), nuovo presidente, nuovo d.s. (Sean Sogliano, mica uno qualunque), nuovo allenatore (Sasà Sullo, vice di Ventura anche in Nazionale). Il calciomercato è stato fatto con professionalità e i risultati sono arrivati subito o quasi. Escluso infatti il brutto stop in Coppa nel derby a Cittadella, poi il campionato è stato battezzato con 3 vittorie consecutive e 10 gol segnati. Voto: 7.

I tifosi a Vicenza si aspettavano probabilmente una partenza come quella dei cugini patavini ma non è andata così. L’effetto Di Carlo è stato sufficiente a vendere 7.000 abbonamenti ma non a trasformare la squadra amorfa dell’anno scorso in una candidata alla promozione. Tant’è che, all’ultimo giorno dei trasferimenti, Rosso ha dovuto fare due acquisti importanti per il reparto che è sembrato meno valido, il centrocampo. In campo: eliminazione dalla Coppa Italia, due pareggi in trasferta (correndo qualche rischio) e una vittoria non entusiasmante al Menti. Voto: aspettando il salto di qualità, per ora 5-6.

Infine le due Cenerentole, Arzichiampo e Virtus Verona. Bene la prima finora, imbattuta e a metà classifica alla pari con corazzate come Feralpi e Cesena (voto: 6). Non altrettanto invece i veronesi, già in maglia nera. Ma questa piccola-grande società meriterebbe la ribalta del calcio nazionale per quello che fa nel sociale. Voto: 5 in campo, 8 in assoluto.

(ph: padovacalcio.it)