Azienda toglie “Prosecco” da etichette: «Troppa confusione»

«Ad oggi ci sono 500 milioni di bottiglie di prosecco generico privo di storia e di vocazione territoriale. Il 55% non distingue la nostra denominazione e il 75% beve indifferentemente qualsiasi prosecco: nostra immagine svilita»

Prosecco addio, da oggi nelle etichette delle bottiglie di “Col Vetoraz” si leggerà solo «Valdobbiadene Docg». L’azienda ha motivato la scelta di rinunciare al nome a causa della confusione cresciuta negli ultimi anni intorno al vino veneto. In poche parole, in troppi si fanno chiamare Prosecco facendo perdere l’appeal che aveva una volta. Ad oggi, infatti, ci sono 500 milioni di bottiglie di prosecco generico privo di storia e di vocazione territoriale. Lo sottolinea la Confraternita di Valdobbiadene che si è resa protagonista di un’istanza che coinvolge 2640 viticoltori eroici della Denominazione Conegliano Valdobbiadene, per conoscere in maniera democratica la loro opinione.

Il Gran Maestro enologo Loris Dall’Acqua rende noti dei dati allarmanti: «Se il 55% non distingue la nostra denominazione e se il 75% beve indifferentemente qualsiasi Prosecco senza discriminazione, non è sicuramente molto confortante. Ci troviamo in un momento di grande confusione dove la massa critica del “prosecco generico”, nei confronti del Conegliano Valdobbiadene, è diventata soverchiante e sta portando ad una sempre minore distinzione e conseguente perdita di percezione della nostra denominazione. Vogliamo riappropriarci dell’immagine di un territorio ricco di storia, unico e irripetibile, che non vogliamo svilire».

(ph: shutterstock)