“Prosecco” vs “Conegliano Valdobbiadene Docg”: botta e risposta tra Consorzi

Il presidente del Consorzio di tutela del Prosecco risponde alle polemiche: «Grazie al nostro impegno siamo passati dai 60 milioni di bottiglie vendute nel 2009 alle oltre 90 milioni attuali. Togliete pure Prosecco ma non denigrate il lavoro degli altri»

«La Denominazione Conegliano – Valdobbiadene Docg ha tutto il diritto di decidere del proprio nome, ovviamente anche di rinunciare al termine Prosecco. Quel che trovo inspiegabile è che nel fare questo passaggio tenda a denigrare il lavoro degli altri, della Prosecco doc in particolare, che invece ha lavorato con impegno e – dati alla mano – ne ha sostenuto lo sviluppo. La produzione Conegliano Valdobbiadene Docg è infatti passata dai 60 milioni del 2009 agli oltre 90 milioni di bottiglie attuali. Quindi la crescita della Doc in questi 10 anni, ha favorito anche la Docg sia in termini di volume che di valore».

E’ questa la risposta di Stefano Zanette, presidente del Consorzio di tutela del Prosecco Doc alla decisione di un’azienda di Valdobbiadene di togliere dalle proprie etichette il nome “Prosecco”. Per il presidente della Doc tale posizione avrebbe potuto essere assunta «anche 10 anni fa, con maggior coerenza. In ogni caso uscire in modo così polemico sembra un’accusa a chi invece ha lavorato con impegno per il bene comune, di tutto il sistema Prosecco».

(ph: shutterstock)