Asili nido, in Veneto i più cari d’Italia

La spesa media è di 2.235 Euro, denunciano i consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020. «I comuni spendono sempre meno mentre aumenta la spesa da parte delle famiglie»

«Risorse carenti per gli asili nido: quali interventi della Giunta regionale per invertire la rotta di un nemmeno troppo silenzioso smantellamento del servizio pubblico a danno delle famiglie?». Recita così l’interpellanza rivolta alla giunta Zaia dai consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020, Piero Ruzzante, Patrizia Bartelle e Cristina Guarda, che nella mattinata di oggi scrivono: «Quando i posti disponibili coprono solo il 25% dei destinatari vuol dire che siamo di fronte allo smantellamento di un servizio pubblico. Addirittura, secondo il Rapporto Statistico 2019 della Regione Veneto, nella nostra regione il numero di posti disponibili copre al massimo il 21,2% degli utenti potenziali. Oggi sono 90 mila i bambini esclusi dagli asili nido, ma la tendenza evidenziata dalla Funzione pubblica CGIL Veneto è di un ulteriore peggioramento: i Comuni spendono sempre meno per i nidi comunali (-20%), mentre aumenta la spesa da parte delle famiglie (+4%) anche se gli utenti diminuiscono del 13%. Di contro, cresce il privato, che ottiene maggiori contributi da parte dei Comuni (+10%)».

«Sembra un paradosso, ma è lo stesso che sta avvenendo nella Sanità, con la Regione che trasferisce sempre più risorse al privato convenzionato mentre taglia l’offerta pubblica. Il risultato è che il Veneto è la regione in cui le famiglie sono costrette a sobbarcarsi la quota maggiore della spesa per gli asili nido: il 28%, otto punti più della media nazionale. La spesa media è di 2.235 Euro, una cifra destinata ad aumentare a mano a mano che gli asili nido privati soppiantano il servizio pubblico. Chiediamo alla giunta Zaia – concludono Ruzzante, Bartelle e Guarda – di intervenire con un serio piano di investimenti per incrementare l’offerta pubblica dei servizi di asilo nido, per sgravare le famiglie venete da costi record rispetto al resto d’Italia».

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