Il mistero del multi-milionario fantasma

La più alta vincita nella storia del Superenalotto non ha ancora trovato casa: le ipotesi

Sta facendo discutere tutta Italia la vicenda dei 209 milioni vinti al Superenalotto a Lodi e non ancora ritirati.

Le ipotesi

Sui social si fanno le ipotesi più disparate, da quella “fantozziana”, cioè che la schedina sia andata perduta o inesorabilmente rovinata (nel caso specifico, però, la serie vincente non era stata giocata dalla moglie), a quella del “complotto”, in cui si ipotizza che l’estrazione sia stata in qualche modo manipolata, affinché lo Stato poi si intaschi la ricca somma. Questa idea trae forza dal fatto che, dopo tre mesi, i premi non ritirati vadano all’erario. Dall’inizio del gioco, non sono state ritirate vincite per oltre 300 milioni, ma questo, per le casse statali, sarebbe veramente un colpaccio.

Cosa dovrebbe succedere

Per riscuotere la vincita in un punto vendita fisico, bisogna presentarsi alla ricevitoria con la ricevuta di gioco vincente, integra e originale. La modalità di pagamento è legata all’importo della vincita: il premio può essere ritirato in contanti o con assegno bancario non trasferibile se è uguale o inferiore a 520 euro in una qualsiasi ricevitoria.

Se l’importo della vincita è uguale o inferiore a 5.200 euro, si può ritirare in contanti, tramite bonifico bancario o assegno bancario non trasferibile, nel punto vendita in cui è stata giocata la schedina vincente. Se il premio è uguale o inferiore a 52mila euro, è possibile ritirare il premio solo con bonifico bancario e solo dopo aver prenotato il pagamento, in uno dei punti vendita abilitati al pagamento di questi premi.

Per le vincite più alte di 52mila euro, come nel caso di Lodi, è necessario presentare la ricevuta di gioco negli uffici premi Sisal, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, nella sede di Milano, in via A. di Tocqueville 13 o in quella di Roma in viale Sacco e Vanzetti 89.

(Ph Screenshot dal film “La clonazione”)

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