Menti, il terreno è un campo di patate: basta manutenzione o tutto da rifare?

Bedin, dg del Vicenza, assicura: fra un mese sarà perfetto. Due esperti ipotizzano interventi non fatti. O fatti male

Il terreno di gioco dello Stadio Menti di Vicenza è stato considerato per anni uno dei migliori d’Italia. L’erba era verde e uniforme durante tutto il campionato e in ogni stagione. Era leggendaria la cura quasi paterna con cui il custode Bepi “Luce” Frieri e gli addetti al campo tenevano in ordine il prato. Molti senz’altro li ricordano, durante l’intervallo della partita, con il rastrello in mano a rimettere a posto le zolle sollevate da tacchetti dei giocatori. Un mese fa, alla ripresa dell’attività agonistica, il terreno dello stadio vicentino si è presentato invece in condizioni estremamente degradate: l’erba, dal colore, rivela di essere in parte secca; dal calpestio si solleva polvere; il fondo non è uniforme e anzi è attraversato da solchi. Un brutto vedere ma, soprattutto, un problema per i giocatori, spesso messi a disagio da rimbalzi imprevedibili del pallone.

Il degrado del terreno di gioco è lo stesso di quello dell’impianto: tutto andrebbe rifatto completamente, soprattutto perchè le vicissitudini del fallito Vicenza Calcio hanno lasciato il segno in termini di incuria, poca o nulla manutenzione, obsolescenza. «A fine campionato dovremo prendere una decisione drastica» ammette Paolo Bedin, dg del Vicenza, «è un campo ormai a fine corsa, che non è mai stato rifatto negli ultimi trent’anni e risponde sempre meno ai trattamenti».

A chi spetta, direttore, questa che è indubbiamente una manutenzione straordinaria: alla società o al Comune? «Per la convenzione in essere sarebbe di competenza del Comune ma non c’è una distinzione precisa fra ordinaria e straordinaria. Quando dirigevo la Lega B ho visto Comuni accollarsi interventi da centinaia di migliaia di euro ma anche società che pagavano manutenzioni che non sarebbero spettate a loro».  La versione della società è che una serie di cause (deterioramento del fondo, presenza di sostanze chimiche infiltrate dopo l’alluvione del 2010, temperature troppo alte) ha provocato il disastro attuale. Il Vicenza è stato costretto a sospendere il ciclo di interventi classici pre-campionato e sta lavorando ora per riportare la normalità. «Entro un mese il campo sarà perfetto» promette Bedin. Non è d’accordo con la analisi del dg il titolare di una azienda veneta specializzata, che conosce bene la realtà e la storia del terreno di gioco del Menti e che preferisce restare anonimo. «Non è una sorpresa» spiega «perché in primavera sono state fatte scelte tecniche che evidentemente sono risultate sbagliate. Gli interventi da fare erano altri e quindi si è arrivati a un agosto catastrofico. Per di più la normativa vigente complica le cose perché vieta trattamenti fito-sanitari sui tappeti erbosi sensibili, fra cui rientrano i campi di calcio. Se li si usa, si prende una denuncia».

Niko Sarris, agronomo e titolare di Gli specialisti del verde, una delle imprese più importanti in Italia nel settore, esclude che l’allagamento di nove anni fa possa aver influito sulle condizioni attuali del verde del Menti: «Premesso che non conosco specificamente i problemi di Vicenza, in generale direi che questo non dovrebbe rientrare fra le cause. Faccio invece una ipotesi: che cioè non sia stata fatta la manutenzione che di solito è realizzata fra metà marzo e metà giugno, quando la temperatura fra i 15 e i 24 gradi favorisce la crescita dell’erba. Se non è fatta o è fatta male, a luglio ci si trova il campo collassato e un intervento fatto in agosto non risolve niente». Gli interventi fatti in settembre invece possono dare risultati? «Con una risemina e una concimazione il prato si può rigenerare in tre o quattro settimane. La ricetta comunque è più manutenzione ordinaria che straordinaria». Qual è il costo di una ordinaria, allora?
«Dai 13 ai 15.000 euro al mese. C’è bisogno di un addetto fisso sul posto e di uno professionista che segua con frequenza periodica gli interventi e lo stato del terreno». Può influire sul degrado del Menti il fatto che, per la compresenza di Vicenza e Arzichiampo si gioca ogni domenica? «Direi che il calpestio non cambia molto le cose. Credo piuttosto che il campo di gioco di Vicenza abbia bisogno di un intervento strutturale, va rifatto il terreno. Oggi la formula che funziona meglio è quella ibrida, erba sintetica accoppiata a quella naturale, come quella del nostro prodotto Power Grass. Garantisce una tenuta ben più sicura».

Di chi è insomma la responsabilità del degrado del terreno del Menti? Non ci sono colpevoli, sembra. Gli esperti che ci hanno risposto sono concordi sulla necessità di rifare il fondo e anche la società è orientata in questo senso. Però per entrambi gli agronomi interpellati sembra fondata l’ipotesi che ci sia stato qualche errore nella manutenzione che andava fatta in primavera. Non è stata fatta o è stata sbagliata?