Conte 2 ovvero il governo più pazzo del mondo

Siamo e restiamo la patria dei paradossi: dal discorso di “sinistra” del leghista Bagnai ai saluti romani di chi invocava la democrazia

Adesso che la crisi più pazza del mondo ha girato la boa della fiducia approdando dal primo tempo della logomachia al secondo tempo delle cose da fare, proviamo a dire – fare, baciare, lettera, testamento – alcune cose sconclusionate, dopo i fiumi di parole assennate pronunciate nell’ultimo mese.

E’ indubbio che Salvini non ha tenuto conto dell’ammonimento di Giovanni Falcone: «Se poni una questione di sostanza, senza dare troppa importanza alla forma, ti fottono nella sostanza e nella forma». Tutti a festeggiare con i pop corn di Renzi e lo champagne di Conte. Il paradosso di questa crisi è che l’unico intervento di sinistra e antifascista in Parlamento è stato fatto da un leghista, mentre nella piazza i supporter del Capitano inneggiavano a libere elezioni e alla democrazia con marziali saluti romani. Queste cose possono accadere solamente in Italia, fuori dal Bel Paese sono incomprensibili.

Probabilmente il senatore Alberto Bagnai non sarà contento di essere definito di sinistra e antifascista, ma il suo intervento al Senato è stato un intervento di sinistra, sia nella forma che nella sostanza. Richiamando l’operato del ministro mussoliniano Alberto De Stefani, Bagnai ha sottolineato la contiguità politica tra primo Fascismo e austerità liberista, sancita come dogma morale dalle conferenze economiche internazionali di Bruxelles (1920) e Genova (1922), di cui De Stefani era strenuo e convinto assertore. Mi rendo conto che chi non conosce il lavoro della professoressa Clara Elisabetta Mattei (sintetizzato da Andrea Marconi sull’Intellettuale Dissidente), “The Guardians of Capitalism: International Consensus and Fascist Technocratic Implementation of Austerity”, fa fatica a comprendere la relazione tra austerity e regime fascista e quindi non può aver colto la sostanza dell’intervento del senatore leghista.

Naturalmente la risposta del premier Giuseppe Conte a Bagnai è stata formalmente ineccepibile quanto sostanzialmente vuota, confondendo contenuto con contenitore. Purtroppo, all’aspetto più sostanziale del dibattito parlamentare non è stato dato dai giornali il dovuto risalto antifascista, certamente perché, come ha detto Conte nella sua replica, è argomento estremamente tecnico. Forse valeva la pena chiarire che questo argomento tecnico alcuni anni fa è costato ai contribuenti italiani 50 miliardi di euro per salvare le banche degli altri paesi europei, e gli italiani avrebbero capito.

Questa pazza pazza crisi ci ha regalato un altro paradosso. Ieri, Renzi e Salvini cambiarono la legge elettorale per evitare che i gialli prendessero il potere. Oggi, Renzi e Di Maio hanno in progetto di cambiare la legge elettorale per evitare che i verdi prendano il potere. “De rife o de rafe, pop corn par tuti”, si dice in veneto.

(In foto, screenshot dal film L’aereo più pazzo del mondo, ph. Paramount)