Prima domenica di caccia senza incidenti

Non sono stati segnalati infortuni gravi nel corso della prima giornata di via libera ai cacciatori

Non ci sono segnalazioni di gravi incidenti di caccia nel corso della prima giornata di via libera, ieri, per le migliaia di doppiette venete.

Non sono mancate, però, le polemiche, come quella lanciata dal consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, con le colleghe dell’Intergruppo per il benessere e la conservazione degli animali e della natura Cristina Guarda(Civica per il Veneto) e Patriza Bartelle (Italia in Comune).

“Domenica partirà un’altra stagione di caccia all’insegna della vergogna. Il calendario approvato dalla Regione fa rabbrividire, fa carta straccia dei criteri scientifici dell’Ispra e delle Direttive della Comunità Europea, consentendo di sparare a specie selvatiche a rischio – scrivono in una nota –  L’Ispra, l’agenzia dello Stato per la tutela ambientale, ha fornito un parere dettagliato, undici pagine, in cui evidenziava numerose criticità, tuttavia la Regione ha tirato dritto. Non solo con le preaperture, ma consentendo di sparare a specie minacciate considerate come bisognose di tutela, ad esempio il Combattente. Era stato chiesto di spostare l’inizio della caccia  al primo ottobre, data indicata più sicura per la conservazione degli uccelli migratori e di chiudere la caccia, almeno per le specie in declino tipo la Beccaccia, al 31 dicembre. Tutto inutile, la lobby delle doppiette è sempre la più tutelata”.

“La Regione però sul versante della prevenzione e dei controlli è latitante. Nello scorso Collegato al bilancio le nostre proposte, 50mila euro per la lotta al bracconaggio per le Guardie venatorie volontarie e altrettanti alla Provincia di Rovigo per l’acquisto di imbarcazioni leggere ad alta capacità di movimento da destinare alla Polizia provinciale per contrastare il fenomeno nel Delta del Po, sono state bocciate, eppure non si trattava di cifre enormi – scrivono – Tra l’altro il Piano nazionale di contrasto al bracconaggio, approvato in Conferenza Stato e Regioni, individua in Veneto due delle nove aree dove questo fenomeno è dilagante: il Delta del Po e l’Area lagunare da un lato, la Pedemontana da Verona a Treviso passando per Vicenza, dall’altro. E la Giunta Zaia cosa fa? Invece di finanziare i controlli, ha dato oltre 500mila euro in due anni alle associazioni venatorie per fare gli incontri sul bracconaggio, una vera vergogna! Evidentemente per la Giunta Zaia la specie maggiormente bisognosa di tutele è quella dei cacciatori di uccelli migratori”.

Il calendario venatorio