Vittorie scacciacrisi per Chievo e Citta, Hellas sfortunato

Ai veronesi il derby con con il Venezia. In serie C, il Padova ancora in testa, il Vicenza si fa sotto

La copertina del lungo weekend calcistico delle squadre venete spetta al Chievo.

La serie B

Partiamo quindi dalla Serie B, dove giostrano tre portacolori del Veneto. Perché il Chievo? Perché ha interrotto la serie negativa di tre sconfitte (una in Coppa Italia e le rimanenti in campionato) aggiudicandosi addirittura il derby con il Venezia. Giocare al Penzo non porta bene ai neroverdi, che hanno perso in casa anche nella prima giornata contro la Cremonese e quindi non stanno propriamente ottimizzando il fattore campo. Su entrambe le panchine c’erano allenatori debuttanti nella Categoria: su quella veneziana Alessio Dionisi, emergente dopo aver portato la squadra rivelazione Imolese al 3° posto della Serie C girone B e ai Quarti di finale dei play off nazionali, e, su quella clivense, Michele Marcolini che ha condotto alla salvezza l’Albino Leffe (stesso girone di C) pur essendo subentrato al 4° cambio di allenatore solo alla 14a giornata. Una bella mano al Chievo la dà il trequartista veneziano Aramu che, al 4’, si becca un rosso diretto per aver calciato da dietro (a palla lontana!) l’avversario Esposito. I primi tre punti stagionali regalano al Chievo anche il sorpasso sul Venezia. Tutte e due però stazionano sotto la metà della classifica.

Sempre fra i Cadetti, primo successo di un’altra veneta partita imprevedibilmente zavorrata, il Cittadella. Dopo i primi 180’ la squadra allenata da Venturato era ancora a quota 0 in classifica, con uno sbilancio gol fatti/subiti preoccupante: 1 contro 7. Sabato scorso la vittoria sul paripunti Trapani (un match insomma di alto profilo…) ha dato un po’ di ricostituente ai padovani. Il gol del vantaggio lo segna al 1’ della ripresa Zan Celar, un giovane (è del ’99) centravanti sloveno, che la Roma ha prestato al Citta dopo un gran campionato nella Primavera giallorossa. Potrebbe essere uno degli attaccanti rivelazione della Serie C e sarebbe un altro colpo del dg Stefano Marchetti, che è anche l’uomo-mercato e che il Vicenza di Rosso aveva invano tentato di portar via del board della società della famiglia Gabrielli. Dopo che il capitano Manuel Iori (ancora uno dei migliori centrali di centrocampo italiani a dispetto dei 37 anni) sbaglia il rigore del raddoppio, a mettere il sigillo sul risultato ci pensa Davide Djily Diaw, un ragazzo italo-senegalese con una storia di affermazione personale da raccontare.

La serie A

In una giornata di prime volte, l’Hellas è incappato invece nella prima sconfitta. Per di più al Bentegodi e contro un Milan che finora non aveva ingranato. Sconfitta immeritata, giusto sottolinearlo, perché i gialloblu hanno messo in scacco il Diavolo per 80’ pur in inferiorità numerica per la espulsione di Stepinski dopo 20’. L’attaccante polacco rifila un calcione in faccia stile kick boxing a Musiello e si accomoda in spogliatoio. Pur con un solo attaccante in campo Ivan Juric riesce a dare la carica ai suoi e il Verona sfiora due volte il gol con il centrocampista Verre. In un match in cui l’arbitro vicentino Orsato ha dovuto lavorare parecchio (e sempre bene), è un rigore a schiantare l’Hellas: segna Piatek, il centravanti rossonero che l’anno scorso segnava anche dagli spogliatoi e che invece finora sembrava aver dimenticato l’arte del gol. Anche il Verona segna poco, appena due centri in tre partite. Qualcuno comincia a rimpiangere Pazzini. A corollario i soliti cori razzisti degli ultras scaligeri verso un giocatore di colore del Milan.

La serie C

La prima pagina della Serie C spetta ancora al Padova anche se nella partita di copertina della 4a giornata non ce l’ha fatta a vincere all’Euganeo la sfida fra le due retrocesse contro il Carpi, l’altra big del momento nel Girone B. I biancoscudati hanno nel primo tempo un penalty da sfruttare per aprire il match ma il portiere Nobili dice no a Santini. Poi il caldo e forse la condivisa intenzione di non perdere addormentano il gioco e il punto, opportunisticamente cercato da tutte e due, scolora la ripresa che si chiude sullo 0-0. Per il Padova va bene lo stesso, il primato è confermato anche se ora in coabitazione con la sorpresa Reggiana e pure la imbattibilità stagionale. Però, dopo i 9 gol messi a segno nei primi 180’, un solo centro nei successivi è un po’ inspiegabile.

Il Vicenza si fa sotto nella rincorsa ai primi posti. Ora è al 4° posto anche se, come punti, sarebbe 2° a – 2 dal vertice. Già si parla fra i tifosi di «legge del Menti» perché i biancorossi, sull’ancora dissestato e maculato terreno dello stadio intitolato a Romeo Menti (ieri festeggiato per il centenario della nascita), hanno ottenuto due vittorie in altrettante gare. I due pareggi in trasferta danno continuità e aggiungono punti alla classifica. Contro un modestissimo Rimini, che gioca con 5 difensori e 3 centrocampisti quasi sempre nella propria metà campo, la squadra di Di Carlo fa una gran fatica a schiodare lo 0-0. Ci riesce solo a 12’ dal termine con una perfetta conclusione di testa del neo entrato Pontisso su punizione battuta alla perfezione da Vandeputte e regalata dall’arbitro. Dall’inizio gioca Luca Rigoni, che non ha ancora il ritmo partita e forse deve riambientarsi nel ruolo di centromediano ma sprizza esperienza e autorevolezza.

L’Arzichiampo incassa il primo stop in casa della Sambenedettese perché non riesce a capitalizzare il temporaneo (ed estemporaneo) vantaggio firmato al 22’ da Cais. C’è anche un po’ di sfortuna perché la Samb, dopo il pareggio dell’ex-vicentino Cernigoi, raddoppia e vince solo nel finale.

Ancora ultima ,ma adesso in solitaria, la Virtus Verona, un punto in 4 partite anche perché ha incontrato rivali non alla sua portata come Padova e Feralpi. Odogwu, altro immigrato con una vicenda umana e familiare esemplare, non segna da 180’ dopo i due gol nei primi 180’. Il grande presidente-allenatore Gigi Fresco, anche se si aspettava il ripescaggio, forse stavolta non è riuscito a mettere insieme un gruppo all’altezza.

(Ph Chievo FC – Facebook)