Maxi serra di marijuana cinese: arrestati tre clandestini

I carabinieri di Castelmassa e del comando provinciale di Rovigo sono intervenuti su segnalazione dei pescatori, che avevano sentito il caratteristico odore dello stupefacente

Nel corso delle attività finalizzate al contrasto dello spaccio e del consumo delle sostanze stupefacenti, i Carabinieri della Compagnia di Castelmassa e del Nucleo Investigativo di Rovigo apprendevano che da un fabbricato dismesso, già adibito ad attività imprenditoriale di lavanderia, provenivano esalazioni rilevate da pescatori che frequentavano un vicino corso d’acqua.

Dopo un attento sopralluogo esterno dei militari si raccoglievano sufficienti elementi per ritenere che al suo interno potesse essere stato stipato un grande quantitativo di stupefacente del tipo marijuana. Il fabbricato d’interesse è ubicato nel comune di Occhiobello, nei pressi della frazione Santa Maria Maddalena nella periferia della locale area industriale, sulla via Piacentina che porta al vicino comune di Fiesso Umbertiano.

Il blitz

Alle prime ore di sabato, al termine delle attività info-investigative, i carabinieri, dopo prolungati servizi di osservazione e controllo finalizzati a rilevare la presenza di persone che avessero la materiale disponibilità del luogo, facevano irruzione all’interno della proprietà accertando la presenza di tre cittadini extracomunitari cinesi che tentavano la fuga dal tetto del fabbricato. Il locale appariva ai militari pieno di piante di marijuana distribuite ordinatamente nei vari locali, e suddivise in base ai vari livelli di maturazione utilizzando anche numerose lampade per favorirne la crescita nell’ambiente chiuso. Nei locali era presente tutto il materiale necessario alla coltivazione delle piante di marijuana – sementi, vasi, terriccio, fertilizzanti – dalla loro semina allo smaltimento dei materiali di risulta dopo il termine del ciclo produttivo. Le cure per coltivare gli arbusti si dimostravano di alto livello, indice di particolare organizzazione e competenza, con l’utilizzo di idonei ventilatori per agevolare la circolazione dell’aria e termometri per mantenere le condizioni di umidità e calore più idonee per la perfetta crescita delle piante, con conseguente aumento nelle stesse del contenuto di thc, il principio attivo che qualifica la sostanze stupefacente ottenuta dopo il raccolto del fogliame e delle infiorescenze.no stati anche predisposti sistemi di ventilazione forzata con apposite tubature per immettere adeguatamente la ventilazione dell’aria necessaria per la climatizzazione di ogni ambiente dove avvenivano le fasi di crescita delle piante ed essiccazione del materiale illecito ottenuto. E’ stato rinvenuto tutto il materiale necessario alla sapiente coltivazione delle piante di marijuana, come numerosi sacchi di fertilizzante o bidoni di integratori minerali per arricchire il terriccio e per le successive rapide fasi di essiccazione e confezionamento delle foglie e delle inflorescenze.

L’arresto

Al termine delle attività, coordinate dalla Procura della Repubblica di Rovigo che ha visto la presenza, sul luogo del rinvenimento, del Sostituto Procuratore di Turno,  Ermindo Mammucci, venivano sequestrati penalmente circa un migliaio di piante di marijuana, di varia altezza e maturazione, sei chilogrammi circa di marijuana già essiccata, e tutto il materiale pertinente alle attività di coltivazione dello stupefacente. Come spesso riscontrato in analoghe circostanze, per ottenere l’energia elettrica necessaria alle loro attività delittuose, i prevenuti avevano realizzato anche un allacciamento abusivo alla rete elettrica pubblica. isiti gravi indizi di reato nei confronti dei tre cinesi, tutti gravati da precedenti, venivano tratti in arresto ed associati presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’A.G. rodigina. Gli arrestati sono X.X. 47enne cinese in Italia residente a Ferrara, C.B., 40enne cinese, in Italia senza fissa dimora,  W.B. 44enne cinese in Italia senza fissa dimora, tutti e tre irregolari.

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