Alpina suicida non idonea al servizio: «Perchè era in caserma?»

L’esponente dell’Osservatorio Militare: «Non poteva essere dov’era. A luglio era stata dichiarata temporaneamente non idonea per depressione»

Nella vicenda dal’alpina di 30 anni che domenica è stata trovata senza vita nella caserma Salsa di Belluno ci sono «troppi lati oscuri». Lo spiega durante la conferenza stampa Domenico Leggiero dall’Osservatorio Militare che snocciola i punti da chiarire. «C’è da spiegare come mai la donna si trovasse in caserma dopo che a luglio era stata dichiarata temporaneamente non idonea al servizio». Inoltre è stato chiesto di «bloccare la cremazione del corpo ed indagare a fondo».

«Qualcuno – continua Leggiero – ha detto che si è suicidata, ma l’unica certezza è che lei non poteva essere dov’era perchè la Commissione medico-ospedaliera di Padova l’aveva dichiarata due mesi fa temporaneamente non idonea per depressione e aveva proposto che venisse sottoposta ad un Trattamento sanitario obbligatorio (Tso). La donna l’aveva evitato optando per il ricovero di una settimana in ospedale per gli accertamenti. Qualcuno deve spiegare perchè, con questo quadro clinico, la militare si trovava in caserma domenica scorsa».

L’esponente dell’Osservatorio militare ha concluso sottolineando la difficile situazione sul fenomeno dei suicidi tra le forze armate: «Sono già 45 dall’inizio dell’anno, calcolando solo quelli emersi sulla stampa. Le alte gerarchie militari dovrebbero porsi il problema».

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