«Non abbiamo più alibi: Vicenza deve cambiare»

L’assessore Giovine sul possibile rimpasto di giunta: «Basta personalismi e problemi di poltrone». Destra e sinistra? «Non esistono più». E sul turismo annuncia novità

Piena fiducia nel sindaco Rucco, ma bisogna imprimere la famosa discontinuità rispetto al decennio di centrosinistra. Senza crearsi alibi. E’ il messaggio che Silvio Giovine manda alla sua maggioranza dalla cittadella dell’assessorato al commercio, turismo ed eventi di Vicenza, conquistato sulla punta delle baionette elettorali (è stato il più votato del centrodestra alle comunali dell’anno scorso). Si avvicina un nuovo rimpasto per la giunta attraversata da spinte contrapposte interne che la destabilizzano: nella Lega il capogruppo Pellizzari contro l’assessore ai lavori pubblici e sport Celebron, in Forza Italia il consigliere comunale Zocca contro l’assessore al sociale Tosetto, in Fratelli d’Italia il coordinatore regionale Berlato contro l’assessore regionale Donazzan. A quest’ultima, Giovine è storicamente legato dai tempi della militanza giovanile in Alleanza Nazionale. «Ma non metterei Elena nelle dinamiche di questa fase», fa lui.

No? Ma mesi fa ha criticato la giunta sulla sicurezza, e fatalità quando del tema si è impossessato l’arcinemico Berlato per rivendicare per i suoi maggior presenza (leggi: un posto in giunta), lei si è taciuta, perchè non apparisse all’unisono. Vuole dirmi che consiglierà a Rucco di esaudire le richieste di Berlato? Suvvia.
Elena ha detto di non mettere in difficoltà la giunta, e nessuno penso vuole andare all’opposizione, no? La città si aspetta che questa amministrazione continui per tutto il mandato.

Ma le tensioni sono forti e rischiano di paralizzare l’attività decisionale. Si parla di Cicero fuori dalla giunta, e nel risiko delle caselle Rucco dovrà scontentare comunque qualcuno.
Solo il sindaco può esprimersi sulle scelte che gli spettano, non certo io.

Decidere: un verbo di cui si accusa la mancanza. Non avete sofferto di indecisionismo, in questo prima annata di governo della città?
Abbiamo ereditato una macchina comunale disastrata…

...ma è passato un anno abbondante!
Vero, non può essere un alibi. Dobbiamo impegnarci tutti ad andare al di là dell’ordinario, accelerare sulla discontinuità. Bisogna anche dire però che proprio tranne Cicero, nessuno di noi aveva mai avuto esperienza di giunta, siamo nuovi.

Sì, ma…
sì, lo so: nessun alibi.

Più fatti e meno dichiarazioni fuori posto, come quelle di Cicero bacchettate da Rucco. Ma almeno Cicero fa, agisce.
E’ una responsabilità di tutta la maggioranza, e il sindaco fa bene a richiamare tutti a impegnarsi in questo senso, anzichè perdersi in problemi personali o di poltrone.

Senta, perchè non si iscrive a Fratelli d’Italia come ha fatto la Donazzan?
Sono talmente assorbito dall’attività in assessorato…

Che mi fa, il civico?
Civico è uno che non ha mai fatto politica, se lo intendiamo così non sono civico, perchè la più bella esperienza della mia vita è stata la militanza giovanile, e per me la politica è l’impegno civile più nobile, fondata su valori non negoziabili.

Me li dice?
Il rispetto delle istituzioni. L’amore di patria. La giustizia.

Insomma lei è di destra, non è civico ma resta senza tessera, come i civici. Non è che punta a un profilo più neutro e moderato, magari da futuro candidato sindaco?
Destra e sinistra non hanno più valore…

Anche post-grillino, ora?
I valori che le ho detto sono di destra? E la sinistra, allora, cos’è? E’ sinistra il Pd? Renzi? I 5 Stelle? Salvini ha ragione, a sostenere che sono categorie morte.

A Vicenza però vince chi si modera, chi smussa, chi rassicura.
Non sono convinto che sia ancora così, sa?

Beh, Rucco stesso è moderato di carattere, e i suoi predecessori erano tutti ascrivibili allo stesso mood.
Ma che significa essere moderati? Io non l’ho mai capito. Uno che dice e non dice, uno che sta nel mezzo. No, moderato no. Ma non mi pongo il problema: rispondendo alla sua domanda, non ho la velleità di fare il candidato sindaco.

Non mi ha ancora risposto in modo convincente sul possibile rimpasto. Riformulo: Berlato su questo giornale online ha fatto capire che se Rucco non starà ai patti su sicurezza e Aim, ovvero, traduco, la delega della prima a FdI e Aim che non va in orbita leghista verso la milanese A2A, la giunta potrebbe conoscere un’altra crisi.
Se le parole di Berlato vengono lette così, sarebbero minacce, ma non credo siano minacce. Il sindaco condivide tutto in maggioranza, se FdI ritiene di avere qualcosa da eccepire, lo può fare lì.

E su Aim?
Su Aim si può discutere, ma abbiamo l’obbligo di fornire alternative, se non si condividono le prospettive sul campo.

Ma l’influenza della Lega sul sindaco è troppa, secondo lei?
Mah, questa storia della sua tessera la trovo assurda. Posto che io credo al sindaco quando dice di non averla, anche fosse, non vedo quale sarebbe il problema.

Prima si parlava di fatti. Proviamo a tracciare un bilancio di quelli prodotti da lei finora. La seconda edizione del ViOff è andata bene, i plateatici sono aumentati, è in programma un ciclo di mostre, ma sul turismo viaggiamo sempre bassi. Non è che semplicemente Vicenza ha limiti strutturali, schiacciata com’è da Verona e Venezia?
Bisogna creare strumenti adatti. Per esempio, siamo sprovvisti di un’area camper comunale. E certamente bisogna capitalizzare la vicinanza soprattutto con Venezia, che soffre di over-turismo. Le posso annunciare che a breve avrò un appuntamento con l’assessore al turismo di Venezia con l’obiettivo di inserire un nostro gioiello nel biglietto unico veneziano. Entro ottobre sarà in funzione una app che suggerirà itinerari ai turisti, finanziata totalmente da un privato. Il punto decisivo è invertire la narrazione negativa che è un problema di mentalità anzitutto dei vicentini. Mi fa piacere in questo senso che ViOff sia entrata nel cuore dei cittadini, già al secondo anno.

Segno che collaborare con chi non è vicentino, come i riminesi di Ieg in fiera, può essere più proficuo, a volte. Alla faccia della retorica della vicentinità, che abbiamo visto all’opera anche troppo in Banca Popolare di Vicenza.
Sì, mi sono trovato molto bene a lavorare con Marco Carniello sul ViOff, in cui prendersi il rischio ha pagato, e Stefania Agostini sul protocollo per gli eventi congressuali, per valorizzare una struttura che offre pur sempre 9 mila posti. Il problema è che come Vicenza abbiamo solo il 19% nella società, e questo lo dobbiamo a come è stata gestita la vicenda Fiera da chi ci ha preceduto.