Il “Veneto buono” tra Pfas e manodopera difficile da trovare

L’imprenditore Daniele Brunello racconta l’amore per i prodotti della nostra terra, nonostante le molte difficoltà

E’ un fiume in piena, Daniele Brunello, 45 anni, grande e grosso quanto il suo amore per i prodotti della terra veneta.

E’ un fiume in piena quando racconta della scelta delle verdure da coltivare, e non lesina dettagli sulle varie tipologie, ma anche quando spiega su come sia difficile scegliere i terreni nei comuni che garantiscono irrigazione libera da Pfas, e sulla difficoltà nel coniugare domanda e offerta di lavoro, con moltissimi migranti che chiedono, ma senza documenti in regola a causa della burocrazia. Perché, nell’azienda di Daniele, i contratti sono solo in regola: una rarità in un mondo complesso e in parte oscuro, sicuramente lontano dai riflettori dei media, com’è quello dell’agricoltura.

La terra e l’acqua

L’azienda agricola ha 30 campi di ortaggi tra Malo e Zugliano e fanno tutto dal seme. La piantina, dalla serra, viene trapiantata in pieno campo e poi coltivata e seguita fino al raccolto. Ora è periodo di “teghe”, le rare “cornette”, ma anche zucchine e via via con tutti i prodotti stagionali di cui l’autunno è generoso portatore. “Non coltivo frutta perché sarebbe necessario usare dei trattamenti chimici, che io evito il più possibile – ci spiega – Ma sulle verdure è una continua ricerca sulle sementi originali dei prodotti veneti”. Mangiare stagionale e km 0 è il suo motto ma non solo: in una terra inquinata come il Veneto è necessario anche selezionare i terreni. Ecco perché la scelta di Zugliano, “perché mi garantiscono irrigazione continua con acqua garantita “pfas free””.

La manodopera

I lavoratori dell’impresa di Daniele sono praticamente tutti extracomunitari e, soprattutto, tutti in regola con il contratto. In questo momento ci sono tre addetti con contratto a tempo indeterminato, due tunisini e un algerino, gli altri hanno un contratto a chiamata, “perché questo è la modalità di lavorare in agricoltura, siamo stagionali – spiega, anche con un certo rammarico – Ci sono momenti in cui c’è più bisogno e altri meno; posso garantire e dimostrare è che quelli che vedo veramente appassionati e motivati vengono assunti a tempo indeterminato”.

Lavoro e agricoltura è un argomento delicato e aperto: gli incidenti sul lavoro sono una piaga, ma anche la questione della manovalanza non è di facile soluzione. “Intanto nessun veneto vuole fare questo lavoro; vengono da me moltissimi di questi ragazzi immigrati, tramite passaparola, ma la maggior parte ha solo la richiesta di permesso di soggiorno, che non è sufficiente per avere un contratto. Inoltre devono avere anche la residenza e gli enti che si occupano di accoglienza spesso non pensano alle situazioni che si vengono a creare, una volta che hanno esaurito il loro compito – racconta con molta chiarezza Brunello – Insomma, ci sono una serie di bisogni che, per colpa della burocrazia, non riescono a incontrarsi”.

I mercati

L’azienda di Daniele, condotta con la preziosa collaboratrice Paola,  fa circa 15 mercati in provincia di Vicenza, nei principali comuni, collegati a Campagna Amica, l’iniziativa di Coldiretti. “Un impegno faticoso e costante che porto avanti per questa passione di dare ai miei clienti della verdura “vera”. Non abbiamo nemmeno delle celle frigo…”.  In città si possono trovare alla domenica davanti alle scuole di via Prati e, da una settimana, il venerdì davanti all’Osteria alle botti, in viale San Lazzaro, dove è possibile acquistare anche la sopressa di Brenton, fatta con maiali allevati allo stato semibrado da Massimo Roncolato e formaggio De.co. del Monte Faldo,  in varie stagionature e preparazioni.