Rovigo, consigliere Pd contro il suo sindaco: «È come Salvini»

Una presa di posizione durissima contro il proprio sindaco, ma per il momento isolata, tanto da far parlare di «attriti personali». Protagonisti il consigliere di Rovigo Nello Chendi, del Partito Democratico, e il primo cittadino Edoardo Gaffeo, (in foto) eletto da circa 100 giorni. In una nota Chendi accusa Gaffeo di prendere le decisioni da solo, senza consultare i consiglieri. Sotto accusa in particolare la nomina di Alessandro Ballarin a segretario comunale. Chendi sostiene che il sindaco abbia indetto una falsa selezione con 19 candidati per poi scegliere in autonomia un nome a lui gradito.

Se il sindaco vuole essere solo al comando allora abbiamo sbagliato candidato – scrive Chendi -. In questa fine estate vediamo gli effetti di una sindrome da “Salvinite acuta” che porta a chiedere “pieni poteri” – aggiunge riferendosi all’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini -.  Ma anche a prenderseli direttamente, come successo al neosindaco.

«Credo che l’uscita estemporanea di Nello Chendi, priva di fondamento e al momento incomprensibile, non possa essere assolutamente interpretata in modo diverso da mal di pancia personali – commenta il consigliere regionale e capogruppo Pd a Rovigo Graziano Azzalin -. Trovo clamorosamente sbagliati modo e forma, comunque invito Nello a dire quali sarebbero, di preciso, le decisioni che il sindaco avrebbe preso “alla Salvini”, e quali nobili interessi della città sarebbero stati frustrati in questo primo periodo di amministrazione. È la prima volta in vita mia che sento una corrente di partito volersi arrogare il diritto di scegliere un segretario comunale, ruolo che non è politico ma prettamente tecnico. Ovviamente dietro a queste affermazioni c’è qualcosa che non viene spiegato. È invece chiaro – conclude Azzalin – che questo strappo a mezzo stampa, inopportuno e sgradevole sotto tutti i punti di vista. Non fa certo l’interesse dell’amministrazione, né dei cittadini che ci hanno votato e con cui abbiamo preso un impegno che dobbiamo portare a termine». (t.d.b.)

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