Arrestata ladra seriale del centro storico

I carabinieri di Lazise hanno fermato una 51enne austriaca che aveva preso di mira diversi negozi

I Carabinieri della Stazione di Lazise hanno tratto in arresto S. G., cittadina austriaca, classe ’63, in flagranza del reato di furto aggravato continuato.

Il taccheggio

Il 18 settembre scorso, i carabinieri di Lazise, in servizio in abiti civili per prevenire ed eventualmente reprimere i furti presso il locale mercato settimanale, sono stati avvicinati dal titolare di un esercizio commerciale del centro che ha riferito ai militari di aver notato una donna, la quale , dopo essersi trattenuta all’interno del negozio per circa 10 minuti, maneggiando vari capi di abbigliamento, con fare sospetto, è uscita senza acquistare nulla. A quel punto gli operanti hanno visionato le telecamere di videosorveglianza del negozio, constatando che effettivamente una donna aveva occultato dentro il suo zaino un felpa.

L’inseguimento

Riscontrata quindi la commissione del furto, i Carabinieri si sono posti immediatamente alle ricerche della malfattrice per le vie del centro, individuandola poco dopo nei pressi di Porta San Zeno quando la stessa, non avvedendosi della presenza dei militari, si è introdotta in una macelleria per poi, senza farsi notare dai titolari, occultare dentro al suo zaino alcuni generi alimentari; dopodiché ha prelevato altra merce e si è recata in cassa, pagando solo le ultime cose prese.

Il fermo

Uscita dalla macelleria, la donna è stata prontamente fermata dai carabinieri che avevano assistito a distanza a tutta la scena, e sottoposta a perquisizione; nella circostanza i militari hanno rinvenuto all’interno di uno zaino grigio a spalla, vari generi alimentari, 1 completino da bimbo (felpa – pantalone) ancora prezzato con etichetta e tacchette, 2 camicie da uomo, 1 felpa ancora con dispositivo antitaccheggio e un pezzo di carta stagnola avvolta sulla felpa al fine di coprirne l’antitaccheggio; all’interno di una borsa rossa da donna (anche questa nuova ed etichettata), sono stati altresì rinvenuti una felpa, due paia di pantaloni, un vestito da donna e una maglia.

Ladra seriale

A quel punto la donna, successivamente identificata in S. G., è stata condotta presso gli uffici del Comando Stazione di Lazise per ulteriori accertamenti di PG, dove sono state anche acquisite le denunce/querele delle parti offese, identificate nei titolari di diversi esercizi commerciali del centro storico. In particolare, si è potuto accertare che S. G. ha posto in essere una condotta che si caratterizzava nell’accedere all’interno di vari negozi e bancarelle, tutti adiacenti e posizionati nel centro di Lazise ove si svolge il mercato settimanale. Nella circostanza, sfruttando l’elevato afflusso di persone, ha perpetrato diversi furti di capi di abbigliamento, dimostrando una spiccata capacità nel commettere dette azioni; in particolare, nel caso di un negozio che risulta essere munito di telecamere e sistemi antitaccheggio, con l’utilizzo di un pezzo di stagnola, è riuscita ad eludere i sistemi di allarme. Pochi istanti dopo la stessa ha fatto accesso all’interno della macelleria dove ha posto in essere l’ennesimo furto e dove è stata poi di fatto fermata dai carabinieri.

L’arresto

Alla luce di quanto sopra, considerando le denunce/querele sporte dalle vittime che hanno riconosciuto senza ombra di dubbio la donna fermata come la stessa che aveva fatto accesso nei loro negozi, tenuto conto dell’aggravante della destrezza desunta dalla presenza della stagnola atta ad eludere i sistemi di antitaccheggio, considerato lo stato di flagranza per il furto avvenuto all’interno di due negozi e l’elemento continuativo degli altri tre furti avvenuti poco prima, S. E. è stata dichiarata in arresto per furto aggravato continuato.

La refurtiva, del valore complessivo pari a circa 400 euro, è stata restituita ai legittimi proprietari mentre l’arrestata, al termine delle operazioni, è stata accompagnata presso il Comando Compagnia Carabinieri di Peschiera del Garda, dove è stata sottoposta a foto-segnalamento e successivamente ristretta nelle celle di sicurezza. La mattina successiva S. E. è stata giudicata presso il Tribunale di Verona con rito direttissimo, all’esito del quale è stata condannata alla pena di 8 mesi di reclusione e alla multa di 400 euro per poi essere rimessa in libertà.

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