Perdere il proprio “peloso”, come superare il dolore

Alla facoltà di Psicologia dell’Università di Padova il convegno, patrocinato, fra gli altri Enti, dall’Arma dei Carabinieri, dal titolo “lutto e pets-lasciar andare. Un atto d’amore”

Nella mattinata di oggi, 21 settembre 2019 si è svolto presso la facoltà di Psicologia dell’Università di Padova il convegno, patrocinato, fra gli altri Enti, dal’Arma dei Carabinieri, dal titolo “lutto e pets-lasciar andare. Un atto d’amore”, ove numerosi professionisti e accademici hanno discusso su caratteristiche e specificità dell’elaborazione del lutto per la perdita degli animali da compagnia. Nella circostanza sono state, altresì, presentate le testimonianze di una donna non vedente che ha raccontato la sua struggente esperienza vissuta a seguito della morte del suo cane guida nonché quella di un Carabiniere del Nucleo Cinofili di Torreglia e del suo “collega” a 4 zampe.

In particolare, per l’Arma dei Carabinieri è intervenuto il Tenente Colonnello Turrini, Comandante della Compagnia Carabinieri di Abano Terme, che ha brevemente illustrato l’attività svolta dal Nucleo Carabinieri Cinofili di Torreglia, reparto speciale dell’Arma che si caratterizza quale unità operativa – con competenza su tutto il nord-est del nostro Paese – che prevede l’impiego congiunto di Carabinieri conduttori e cani, unità cinofile ad altissimo livello addestrativo per fini di polizia giudiziaria, ricerca, soccorso e sicurezza, sempre al servizio della collettività.

Proprio sul binomio davvero unico e “speciale” dell’unità cinofila, in cui si fondono armonicamente le doti di intelligenza, coraggio e preparazione del militare conduttore con quelle sensitive del cane, si è incentrata la successiva testimonianza dell’Appuntato Scelto Matteo Violato, operatore del Nucleo di Torreglia, presente in sala con il suo cane, impiegato nella ricerca e soccorso di persone e per servizi di ordine pubblico, il pastore tedesco “Coco”.

Il militare, con oltre 15 anni di esperienza nella specializzazione, abilitato anche al soccorso alpino, ha raccontato del rapporto speciale esistente con il suo fido “collaboratore”, rispondendo alle domande e curiosità dell’uditorio, specificando che sovente il rapporto con il proprio cane non termina con la cessazione dal servizio del quadrupede ma prosegue anche successivamente, essendo prevista la facoltà che in primis il conduttore possa tenere con sé, accogliendolo “in famiglia”, il cane che l’ha accompagnato per anni nell’attività lavorativa. Tale passaggio viene vissuto dal cane con naturalezza e con l’intatta voglia di seguire chi per anni l’ha condotto, addestrato e accudito.