Concluso incontro Zaia-Boccia: svolta sull’autonomia?

Cosa si sono detti il ministro per gli Affari Regionali e il presidente della Regione

Si è concluso da poco l’incontro tra il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, e il presidente della regione Veneto Luca Zaia per parlare di autonomia. Il colloquio è durato 45 minuti e alla sua conclusione è stato consegnato al ministro un documento di 83 pagine per esplicitare, in 4 capitoli, la Proposta della Regione del Veneto per l’Autonomia differenziata in attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Zaia ha commentato: «L’incontro è stato positivo. Se son rose fioriranno. Penso che la regola sia sempre la stessa: la nostra unica volontà è quella di portare a casa l’autonomia. Abbiamo fatto un bel lavoro. Il ministro ha riconosciuto che il Veneto ha lavorato ed è stato apripista per la partita dell’autonomia. Sono 30 anni che tentiamo questa operazione. E’ pur vero che dovremo confrontarci. Oggi ho consegnato al ministro la nostra bozza di intesa. In questa bozza ci sono 68 articoli e ricordo che il primo articolo, ed è la novità che ho voluto far inserire, parla chiaramente di coesione, solidarietà, unità nazionale, sussidiarietà. Premesso tutto questo, adesso dico: si può parlare di autonomia?».

Ecco le parole di Boccia al termine dell’incontro: «Sono venuto qui perchè penso che l’autonomia differenziata sia un punto fermo del programma del nostro governo e noi vogliamo farla. Vogliamo farla bene, in maniera coerente ma deve diventare una lotta alle disuguaglianze tra Nord e Sud, tra Nord e Nord e tra Sud e Sud. L’incontro è stato proficuo, costruttivo è andato molto bene ed è stato di totale collaborazione. Siamo entrati nel merito e quando si entra nel merito inevitabilmente le persone di buon senso che hanno a cuore il nostro paese trovano delle soluzioni. Un ottimo primo incontro e ora lavoreranno i tecnici. Proporremo un modello che capovolge il meccanismo seguito fino ad ora che prevedeva la definizione dei costi standard dopo un anno dall’avvio dell’autonomia e dei livelli essenziali delle prestazioni dopo tre anni. Un meccanismo per noi inaccettabile: lo Stato ha la forza, le competenze e i numeri per definire subito i livelli essenziali delle prestazioni perché vogliamo costruire un meccanismo che sia una lotta senza quartiere alle disuguaglianze, che ci sono ovunque anche nel Nord e in Veneto. Lo scontro tra Nord e Sud è la trasformazione purtroppo irresponsabile di chi ha usato l’autonomia come manganello contro una parte del Paese. Un errore gravissimo perchè ci vuole poco a mettere nella società il seme anche del conflitto. Non voglio più sentire parlare del conflitto Nord e Sud e noi superiamo questo modello semplicemente se parliamo di lotta alle disuguaglianze. La finalità sarà l’elaborazione di un “modello quadro” che riguarda l’idea che lo Stato ha di una lotta senza quartiere alle disuguaglianza tale da garantire standard a tutti i cittadini con un meccanismo che non consenta a nessuno di restare indietro. Nel giro di 30, 45 giorni al massimo completerò il giro di tutte le regioni italiane. Non posso chiederlo a tutti ma consiglio a tutti di avanzare una richiesta di autonomia», ha concluso.