Farmaci: spesi 5,3 mld in farmacia, 943 mln confezioni in I semestre 2019

Roma, 23 set. (AdnKronos Salute) – Nei primi 6 mesi dell’anno la spesa farmaceutica nel canale delle farmacie aperte al pubblico risulta pari a 5.335 milioni di euro, per un totale di 943 milioni di confezioni vendute: i farmaci generici equivalenti hanno assorbito il 22,4% del mercato a volumi, per un totale di 211 milioni di confezioni e il 14,2% del mercato a valori, per un totale di 756 milioni di euro. L’aggiornamento semestrale dei trend del mercato degli equivalenti viene dall’Ufficio studi Assogenerici su dati Iqvia, e documenta per gli ‘off patent’ non griffati un giro d’affari focalizzato in classe A, dove si concentra l’89% delle confezioni vendute e l’82% del fatturato realizzato, mentre resta decisamente più contenuta l’incidenza dei prodotti in classe C (10% a volumi; 16% a valori) e nell’area dell’automedicazione (1% a volumi e 2% a valori).
Complessivamente nel canale farmacia a giocare la parte del leone sono i prodotti fuori brevetto, che assorbono il 74% delle confezioni vendute nel canale, senza distinzione di classe (61% a valori), ma con una netta predominanza dei brand a brevetto scaduto, che quotano il 70% a volumi e il 76% a valori del relativo mercato fuori brevetto. Tra gennaio e giugno 2019 i consumi a carico del Ssn nel canale farmacia sono complessivamente diminuiti dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2018: in particolare si registra una flessione delle confezioni relative ai prodotti ancora coperti da brevetto del -4,9% rispetto allo stesso periodo del 2018. In crescita invece il segmento relativo ai farmaci a brevetto scaduto in particolare quello dei generici puri che fa registrare una crescita del +1,7% rispetto al periodo gennaio-giugno dell’anno precedente.
Ai minori volumi rimborsati è corrisposta una flessione dello 0,5% della spesa a carico del Ssn rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: In particolare si registra una flessione delle spesa relativa ai prodotti ancora coperti da brevetto del -7,8% rispetto allo stesso periodo del 2018. In crescita invece il segmento relativo ai farmaci a brevetto scaduto in particolare quello dei generici unbranded che fa registrare una crescita del 7,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Equivalenti in crescita, infine, nel mercato ospedaliero in classe A e H, con i volumi che si attestano nel primo trimestre dell’anno a 29,3% del totale e valori ex factory che si attestano al 6,5%: un dato tuttavia ‘teorico’ che realisticamente corrisponde al 2,1% in valori al prezzo medio delle forniture ospedaliere, notoriamente effettuate solo per bandi di gara. Anche nel mercato ospedaliero dominano i medicinali senza brevetto, che assorbono complessivamente il 68% a volumi e uno striminzito 5,4% a valori, mentre i farmaci in esclusiva (protetti da brevetto o privi di generico corrispondente), assorbono il 32,3% a unità e il 94,6% a valori (prezzo medio). Nel pool degli off patent non esclusivi di classe A e H, i generici equivalenti quotano il 43% a volumi e il 39% a valori.
Prosegue a grandi passi la crescita del mercato italiano dei biosimilari. Nel primo semestre dell’anno le 13 molecole in commercio sul mercato nazionale (enoxaparina, epoetine, etanercept, filgrastim, follitropina alfa, infliximab, insulina glargine, rituximab, somatropina, insulina lispo, trastuzumab e adalimumab e pegfilgrastim biosimilari) hanno assorbito il 28% dei consumi nazionali a volumi (17% il dato consolidato 2018) contro il 72% detenuto dai corrispondenti originator. Su base annua, tra il primo semestre 2018 e il primo semestre 2019 il consumo dei biosimilari risulta in crescita dell’88,2%%, al netto dei nuovi principi attivi biosimilari lanciati a partire dal giugno 2018.
In quattro casi i biosimilari hanno quasi completamente saturato il mercato di riferimento sostituendosi al biologico originatore. Performance da ‘star’ per il Filgrastim, i cui 5 biosimilari in commercio assorbono ormai il 95,99% del mercato a volumi (93% a valori); seguono le Epoetine biosimilari, che concentrano l’84,01% del mercato di riferimento a volumi (72,77% a valori). Entrambe le molecole citate sono in commercio in versione biosimilare dal 2009.

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