Rimpasto a Vicenza, ipotesi Cicero fuori dalla giunta

Il sindaco di centrodestra Rucco sarebbe pronto a sacrificare l’”assessore alle rotatorie” per cercare di placare una parte della maggioranza

Centrodestra a Vicenza, il secondo rimpasto di giunta nel giro di pochi mesi prende forma. Per divincolarsi dall’intrico mortale di appetiti contrapposti fra le anime della maggioranza, secondo radioscarpa il sindaco Francesco Rucco starebbe pensando a compiere il primo passo che avrebbe obiettivamente del clamoroso: dare il benservito a Claudio Cicero. L’assessore civico alla mobilità, menomato a fine giugno della corposissima delega ai lavori pubblici (andata al leghista Matteo Celebron, che già aveva lo sport), é in cattivi rapporti con il primo cittadino ormai da tempo. Più d’uno i casi di pubbliche uscite dell’esuberante assessore che Rucco ha dovuto rintuzzare e sconfessare: da polveroni evitabili ma oggettivamente montati, come l’affaccio sul balcone in camicia nera, a esternazioni più seriamente imbarazzanti, come brandire il codice della strada per accanirsi contro i pedoni. La posizione di Cicero, insomma, è traballante in sè.

Ma è anche vero che è uno degli assessori più attivi e fattivi dell’amministrazione. E anche uno dei più popolari, a destra. Sacrificarlo rientrerebbe piuttosto nella logica di ineluttabile scelta fra teste da salvare e teste da tagliare che Rucco si trova costretto ad adempiere onde evitare un’altra volta il rischio di crisi. Per soddisfare la richiesta di maggior spazio politico a Fratelli d’Italia, guidata dal consigliere regionale Sergio Berlato, Cicero sarebbe offerto in sacrificio per liberare una casella, che sempre i rumors delle ultime ore sarebbe occupata sempre da Celebron, riunendo mobilità e lavori pubblici in una sola persona. E non una qualsiasi: Celebron di recente è stato potenziato all’interno della Lega, passando da segretario cittadino a commissario per l’intera Provincia di Vicenza. Un ruolo che lo rende intoccabile e in ascesa.

La sorpresa è che Fratelli d’Italia sarebbe retribuita non con la sicurezza, delega centrale che resterebbe nelle mani del sindaco, ma con lo sport, ceduto da Celebron. Una soluzione che pare risolvere poco, dato che Berlato aveva espressamente sottolineato l’importanza che ha per lui e i suoi il fronte, così caro all’elettorato di centrodestra (ma non solo), della lotta al cosiddetto degrado e alla microcriminalità. Significativo, sempre stando ai beninformati, è che lo sport non andrebbe comunque ad Andrea Berengo, passato ai dissidenti berlatiani dopo essere snobbato come titolare del settore (a cui aveva dedicato la propria campagna elettorale). A Berengo sarebbe stato chiesto, ma lui avrebbe dignitosamente rifiutato.

Ma soprattutto, se il rimpasto dovesse limitarsi a un rimpastino, lascerebbe a bocca asciutta altri due elementi della maggioranza in consiglio comunale che mordono il freno per essere stati esclusi dalle nomine che contano: il capogruppo leghista Andrea Pellizzari, avversario interno di Celebron, e il consigliere forzista Marco Zocca (rivale dell’assessore sociale Matteo Tosetto). Due eventuali spine nel fianco mica da poco. Per ora non si capisce se c’è una strategia, magari a tappe, o se si tratti di una mossa tattica. Un dubbio che solo uno stratega – o, come direbbe Berlato, uno «stra-téga» – potrebbe dissipare.

(ph: YouTube – Francesco Rucco)