Virtus-Cenerentola bum bum: giù la corazzata Triestina

L’Hellas fa tremare la Juve. Padova e Vicenza la coppia d’oro in C. Dura la B per le tre venete

Stavolta cominciamo dal fondo. Proprio dall’ultimo gradino del calcio prof veneto. Perché l’apertura spetta, senza se e senza ma, alla Virtus Vecomp, che fino a domenica scorsa era la maglia nera del Girone B della Serie C. E oggi va in copertina perché ha vinto una sfida che sembrava impossibile contro la Triestina, da tutti ritenuta la corazzata del girone e che invece ha concluso, con la capitolazione a Verona, il primo lotto di partite che non l’hanno certo vista protagonista.

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Sarà anche che l’Unione è scoppiata prima ancora di cominciare il campionato, travagliata dalle scorie della mancata promozione sul filo di lana dei play off e dallo scollamento spogliatoio-allenatore di cui si vocifera, però se la Virtus in mezzora va a 3-0, qualche merito ce lo deve pure avere.

Infatti è una squadra che segna sempre: 7 gol in campionato (5° miglior attacco) e 4 in Coppa Italia, più di uno e mezzo di media. È rimasta a secco solo in una gara, quella con il Cesena. Il bomber è un ragazzo di 1 metro e 90 italo-nigeriano, Raphael Odogwu, secondo in classifica marcatori con 4 centri, la valutazione attuale (secondo il sito specializzato TransferMarkt) è 150.000 euro. Il bello è che, tre mesi fa, è stato scaricato dall’Arzichiampo, che con 13 reti aveva contribuito a portare alla promozione dopo tre anni di militanza, e oggi la squadra allenata da Colombo è quella che ha segnato meno in campionato. Il centravanti della Virtus ha anche studiato ed è laureato in economia: un profilo di immigrato (che per altro lui non è), che non piacerebbe a Matteo Salvini.

L’altra meraviglia di questa piccola società si chiama Gigi Fresco, che è, nel contempo, presidente e allenatore della prima squadra. È una figura unica nel calcio professionistico, per trovarne di simili bisogna tornare indietro di un secolo, al calcio pionieristico di inizio Novecento. Solo che allora non c’era il professionismo e i club erano associazioni non s.p.a. Quest’uomo, praticamente da solo, è riuscito a portare in Serie C la terza squadra di Verona e nemmeno ci pensa ad imitare i concittadini del Chievo pretendendo di passare dal quartiere al Bentegodi. Si accontenta dello stadietto di Borgo Venezia da 1.500 posti.

Restiamo a Verona. L’Hellas perde la seconda gara consecutiva, dopo il Milan stavolta a Torino contro la Juventus (2-1). Non meritava di perdere, anche il pareggio sarebbe stato stretto per la squadra di Ivan Juric. I bianconeri vincono in rimonta, nel finale i gialloblu hanno due occasioni per il 2-2 sventate dal redivivo Buffon. Dopo il doppio impegno con le VIP, il turno infrasettimanale prevede l’arrivo al Bentegodi dell’Udinese e poi la trasferta a Cagliari, due avversarie alla portata.

Serie B. I Chievo allunga la serie positiva con un pareggio (2-2) in casa contro l’imbattuto Pisa vicecapolista. Due pareggi e una vittoria dopo la sconfitta iniziale a Perugia tengono a galla (11° posto) la squadra di Marcolini, che però rischia molto nel match con i toscani: a 20’ dal termine il risultato è ancora 0-2 (doppietta del capocannoniere Marconi), ma in 10’ la rimonta è cosa fatta. Ma è un avvio deludente per una retrocessa come il Chievo.

Nemmeno il Venezia decolla. Va benissimo il pareggio a Frosinone (1-1) dopo la sconfitta in casa nel derby con il Chievo, ma dalla squadra allenata da Dionisi, pur tenendo conto del ripescaggio tardivo, ci si aspettava qualcosa di più dopo quattro giornate che l’hanno vista in campo contro avversari non proibitivi. Il test match infrasettimanale in trasferta contro la capolista Entella sarà il primo banco di prova significativo. Il problema principale per ora è il gol: farne appena 3 in 4 partite non è proprio promettente.

Lo stesso si può dire del Cittadella, solo che i padovani hanno anche la seconda peggior difesa: 8 gol incassati, 2 di media, continuando così non si va lontano. Se è vero che le promozioni mancate per un niente lasciano sedimenti psico-agonistici, bisogna dire che il Citta sta facendo una fatica bestiale a smaltire la delusione per aver omaggiato la Serie A all’Hellas in gara-2 della finale play off. L’inizio stagione per i ragazzi della squadra-azienda dei Gabrielli ha regalato una sola soddisfazione, la eliminazione del Padova nel 2° turno di Coppa Italia, mentre il campionato ha ridimensionato brutalmente una squadra quasi da A. Empoli-Cittadella era uno dei big match dell’ultimo turno, protagoniste due squadre fotocopia nella scarsezza offensiva con la differenza che ai toscani è quasi impossibile far gol. Infatti si pappano i 3 punti grazie all’unica rete del match segnata al 4’ e su rigore.

Padova e Vicenza, la coppia d’oro veneta della Serie C raggruppamento B. Rispettivamente capolista e vice, 2 punti di distacco. Biancoscudati in testa dalla prima giornata, biancorossi in risalita. Il campionato sta enucleando le due tranche in cui, con buone probabilità, si articolerà la classifica: oltre alle portacolori del Leon, Carpi e Reggiana sono nella zona promozione in cui rientreranno più o meno presto Feralpi e Triestina. L’ascesa in Serie B quest’anno potrebbe giocarsi negli scontri diretti, il resto del girone è tappezzeria. Vedasi il roboante 3-0 che regala la prima vittoria esterna al Vicenza in casa di un Gubbio che non si capisce se è povero di suo (come per altro fa sospettare il fatto che abbia rischiato di perdere con l’Arzichiampo) o se è stato schiantato dalla superiorità della squadra di Di Carlo. Idem per la Vis Pesaro, che il Padova ha sconfitto 2-0 a domicilio. Qualcuno, rosicando, scrive sui social che il Padova sarà anche primo, ma gioca male. Da quand’è che si gioca bene in Serie C?

Secondo stop consecutivo per l’Arzichiampo, oggi penultimo. Coppa compresa, ha segnato 4 gol in 7 partite. Qualcuno sta mangiandosi le mani per aver ceduto Odogwu.