Lo studio: «Come depurare le acque inquinate da Pfas»

WaterPlas è un progetto innovativo dell’università di Padova di depurazione delle acque inquinate da Pfas

“Si chiama WaterPlas e si tratta di un progetto innovativo di depurazione delle acque inquinate da Pfas“.

A dirlo, i Consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle che hanno presentato il progetto nel corso di una conferenza stampa che si è svolta oggi presso palazzo Ferro Fini, sede dell’Assemblea legislativa veneta.

“Oltre due anni fa avevamo portato all’attenzione del governo regionale uno studio dell’Università di Pisa relativo all’uso dei microrganismi – ricorda il Consigliere Manuel Brusco, Presidente della commissione regionale d’inchiesta sul grave fenomeno di inquinamento – oggi proponiamo un rimedio nuovo ed economicamente accessibile, prodotto da un team dell’università di Padova, sulla scorta di studi, tra l’altro finanziati proprio dalla Regione.

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Filtri a carboni attivi

I ricercatori Mirko Magarotto, Cristina Paradisi ed Ester Marotta hanno illustrato come la tecnologia attualmente usata per rimuovere i Pfas dall’acqua utilizzi filtri a carboni attivi che si saturano rapidamente e diventano materiale da smaltire in quantità enormi. Le nuova tecnica prevede invece il trattamento con il cosiddetto Plasma Freddo, e cioè, in sostanza, una reazione innescata nello strato di aria sopra l’acqua inquinata, mediante scariche elettriche. I test effettuati dai ricercatori hanno dimostrato come in tempi rapidissimi questa tecnologia riesca ad abbattere il 90% dell’inquinamento da Pfas. Serve ancora un periodo di studi, ma – hanno annunciato i ricercatori – entro un anno si potrebbe passare alla fase di applicazione concreta”.

“Ora si tratta di sostenere il progetto e svilupparlo – afferma la Consigliera Erika Baldin – e quindi di capire quali siano le intenzioni del Governo Regionale. Il territorio veneto è già fin troppo compromesso. Quando una sola industria riesce ad inquinare l’ambiente di tre province, come accaduto per la Miteni di Trissino, vuol dire che la situazione è fuori controllo. Noi non vogliamo innescare polemiche di partito, ma farci portatori delle migliori proposte”. “Noi del Movimento 5 Stelle – riprende Manuel Brusco – abbiamo denunciato tutto in tempi non sospetti, ma qualcuno ha voluto chiudere gli occhi. Ora la questione ambientale è e sarà la nostra battaglia, in Veneto e fuori. Non deve esserci più spazio per sfuggire alle responsabilità: oggi, però, abbiamo portato una proposta che non deve avere alcun cappello politico, ma il significato di mettere in contatto le eccellenze della ricerca veneta con chi le deve valorizzare.”