La leghista “ruvida” Serato: «restiamo Lega Nord»

La padovana presidente del Cav (Concessioni Austradali Venete): «contestata per un post in cui chiedevo si facciano i congressi locali, ma non sono pentita»

«Non mi aspettavo questo polverone. La mia domanda non era nemmeno così peregrina, evidentemente il direttorio ha deciso che andava bene in quel modo. Ne prendo atto». Luisa Serato, leghista doc padovana, militante dal 1996, già presidente del consiglio provinciale di Padova e attualmente presidente di Cav (Concessioni Autostradali Venete spa), il polverone lo ha sollevato con un semplice post su fb, poi ripreso da alcune testate. Il suo era un invito pubblico al partito: «Se la Lega invoca il voto a livello nazionale, perché non convoca i congressi consentendo ai nostri militanti di eleggere i propri dirigenti anziché nominarli dall’alto?». Quesito posto dopo la nomina dei sette commissari leghisti in Veneto una decina di giorni fa. Domanda che a qualcuno del direttorio del Carroccio probabilmente non è piaciuta, tanto da far trapelare la possibilità di provvedimenti disciplinari. «Non ho avuto alcuna comunicazione o riscontro – spiega – ho letto di questo sui giornali. Del resto qualsiasi cosa succederà, a me verrà comunicata soltanto la decisione. Ma ho ricevuto tanti messaggi di solidarietà. A Pontida? Salvini l’ho intravisto il sabato sera. Domenica c’era talmente tanta gente che era impossibile incontrarsi. Io sono rimasta con i miei amici militanti».

Democrazia alla leghista

Ma in Lega quindi la democrazia c’è? «Sì. Ma ci hanno sempre chiesto che i rilievi siano fatti all’interno del partito. A me viene contestato di aver espresso il mio pensiero sulla stampa. In questo caso mi sono permessa perché non c’era interno, con i commissari ho avuto la sensazione di essere stati messi di fronte al fatto compiuto. Ho posto una domanda, in termini civili, su una questione di metodo senza entrare nel merito. Non ho attaccato nessuno. Non lo faccio neanche con gli altri partiti figuriamoci con il mio. Il fatto è che non sono particolarmente amata. La mia schiettezza talvolta ruvida non piace così tanto né ai vertici né base. Ma sono consapevole di questo. Non sono mai stata una persona che va in cerca del consenso a tutti i costi». E aggiunge: «Comunque quando decido di dire una cosa, poi non mi pento. Anche questa è una delle ragioni per cui non sono amata moltissimo ma ho imparato a sopravvivere, ho miei estimatori, pochi e di grande qualità. E mi bastano».

Lega partito nazionale

Sulla Lega diventata grazie a Salvini un partito nazionale, sovranista, perdendo la caratterizzazione del Nord, la Serato dice: «Intanto siamo ancora Lega Nord. Non c’è ancora stato un congresso rifondativo, però si vocifera all’interno che prima o poi succederà. E’ indiscutibile comunque quello che fatto Salvini: sei anni fa la Lega, dopo varie vicissitudini, era al 3%. Il nuovo slancio impresso da Salvini ha portato il partito al 34%, secondo gli ultimi sondaggi addirittura al 36%. Evidentemente la strada intrapresa dal punto di vista elettorale paga. Io non posso che prenderne atto, anche se tanti anni fa mi ero iscritta ad un partito che faceva della questione settentrionale la sua parte forte». E da buona leghista veneta il primo pensiero è all’autonomia: «Dato il pregresso dubito che questo nuovo governo, che vedo già un pochino traballante, abbia voglia di percorrere questa strada. Però l’autonomia rimane in primo piano per la Regione e tutti i militanti. Sono certa che Zaia sull’autonomia, che per noi è la madre di tutte le battaglie, non si tirerà indietro. Certo ora è tutto molto complicato, con un governo composto da persone che non volevano neanche farci fare il referendum. Questo la dice lunga».

Salvini e il futuro

Ma la mossa di Salvini, che ha fatto saltare il governo Lega-M5S, è stata un errore? «Assolutamente no, Salvini ha solo tardato un pochino, avrebbe dovuto farlo prima. Probabilmente ha fatto una scelta di tempi e di modalità. Se fosse andata come doveva andare, e cioè con le elezioni, gli avrebbe davvero fatto fare scopa. Facile dopo dire ha sbagliato. In quel momento tutti abbiamo pensato: finalmente. A volte si fanno partite con buonissime carte in mano ma si possono perdere. Tra l’altro non pensavo che Renzi sparigliasse tutto in questo modo». Ma c’è ancora spazio per un centrodestra ricompattato? «Sì. E’ evidente però che i tre leader dovranno lavorare per appianare alcune divergenze non piccole, vedi la diversità di vedute sulla legge elettorale e sull’approccio all’Europa. Non ultimo poi il fatto che l’autonomia sia fortemente portata avanti da Lega e Forza Italia ma non sia una priorità per Fratelli d’Italia. Ci sarà da smussare qualcosina, spero che facciano un buon lavoro. Alla fine l’unione fa sempre la forza».

(ph: Luisa Serato)