Legge elettorale, Veneto primo a dire sì al referendum

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato questa mattina con 28 voti favorevoli, 7 contrari e 3 astenuti, la proposta di deliberazione amministrativa sul referendum per l’abrogazione della legge elettorale per quanto riguarda l’attribuzione dei seggi in collegi plurinominali con il sistema proporzionale. Qualora la proposta di modifica fosse ratificata, i seggi dei due rami del Parlamento sarebbero attribuiti con il sistema uninominale: in estrema sintesi, per effetto dell’abrogazione della parte proporzionale del sistema elettorale e dell’estensione del sistema maggioritario, in ciascun collegio uninominale risulterebbe eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti. Il referendum è stato chiesto dall’ex ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini e per realizzarsi ha bisogno del sì di 5 Regioni.

Prima Regione in Italia

«Il Consiglio regionale del Veneto è stato il primo in Italia ad approvare la richiesta di referendum per la modifica in senso totalmente maggioritario dell’attuale legge elettorale, sia per la Camera che per il Senato – ha commentato il presidente del Veneto Luca Zaia, che non era presente in aula-. Dal Veneto è partito un bel segnale nella direzione della governabilità. Mi congratulo per il grande lavoro svolto dai consiglieri di maggioranza e da quelli di tutte le forze politiche che hanno votato con noi. Il modello che proponiamo è riconducibile a quello vigente nelle Regioni: chi prende anche un solo voto più degli altri ha diritto a governare con una maggioranza qualificata. Si sgombera così il campo da qualsiasi alibi se le cose non vengono fatte. I cittadini chiedono governabilità e rispetto degli impegni assunti. Non ci sono quindi controindicazioni su questo sistema, che consentirà anche di rispondere agli osservatori internazionali che frequentemente rivolgono all’Italia la critica di cambiare governo troppo spesso».

 

Le reazioni

Il Partito Democratico ha votato contro la delibera, mentre il consigliere Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) per il coordinamento Veneto 2020 che comprende anche i Consiglieri Patrizia Bartelle (Italia in Comune) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto), il Consigliere Simone Scarabel per il Movimento 5 Stelle e il Consigliere Antonio Guadagnini (Siamo Veneto) sono usciti dall’aula durante il voto. «Mentre Zaia è assente, la sua maggioranza approva la proposta di Salvini per il maggioritario puro. Ma anche l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia, che prevede invece un sistema misto, di base proporzionale ma con un numero minimo di seggi assegnati col maggioritario. Sarebbe come se un Consiglio votasse per l’indipendenza del Veneto e per l’autonomia nella stessa giornata – hanno dichiarato Ruzzante, Bartelle e Guarda – . Il consiglio regionale è stato ostaggio di Salvini». (t.d.b.)

(Ph. Facebook – Luca Zaia)

 

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