Bocagol porta in alto il Venezia, venete grandi in B

L’Hellas senza gol anche con l’Udinese. Padova stratosferico, Vicenza fa troppi errori in zona gol

Seconda tappa del trittico settimanale. Allenatori costretti al turn over, tifosi costretti a orari improbabili in giorno lavorativo (in Serie C si sono giocate metà partite con inizio alle 18,30), le televisioni fanno impazzire un calendario già compresso di suo con anticipi e posticipi. È lo show business, bellezza!

Nel complesso però le tre serie non hanno fornito risultati sclerati, fatta eccezione la sconfitta interna del Napoli con il Cagliari.

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Ma partiamo dalla Serie B stavolta. Perché la 5a giornata è stata finalmente positiva per tutte e tre le venete, nessuna delle quali ha perso. Il match di copertina è Entella-Venezia, perché ha segnato la vittoria (2-0) della squadra allenata da Alessio Dionisi sul campo di una capolista che non è mai sembrata tale per 90’. Successo indiscutibile, timbrato da un gol per tempo e senza subire né la pressione della trasferta né, tanto meno, quella dei liguri. E così sono già due le vittorie esterne del Venezia, dopo quella a Trapani del 2° turno, e la risalita continua: 9° posto. Si comincia a vedere anche bel gioco, squadra equilibrata, sicurezza, i cambi giusti. Al 61′ il sigillo alla vittoria lo mette il centravanti Riccardo Bocalon, veneziano del sestiere di Castello, “Bocagol” per i tifosi del Penzo. La sua è un’altra bella storia di calcio da raccontare.

Uno che ci è andato giù pesante con il turn over è Roberto Venturato, allenatore del Cittadella. Sei nuovi rispetto alla partita precedente, mezza squadra. Ha avuto ragione lui perché i granata hanno battuto (2-1) un Pescara mai rassegnato. L’uomo della partita è ancora Davide Diaw: suo l’assist di tacco (roba da Champions) all’ex-vicentino Vita per il gol del vantaggio dopo 2’ e sua la firma del gol-vittoria nella ripresa. Il centravanti friulan-senegalese ha colpito per la mobilità accoppiata alla potenza. Tre centri in 5 partite di campionato più due in Coppa, un ottimo inizio di stagione.

L’unica cadetta veneta che non riesce a farsi i tre punti è il Chievo ma l’1-1 in casa della ambiziosa Salernitana è un buon pareggio: avrebbe meritato la vittoria proprio la squadra di Marcolini. Imbattuto da quattro giornate il Chievo ha però pareggiato tre di quei match, vincendo solo il derby in trasferta con il Venezia. Ovvio che la classifica ne risenta, oggi i veronesi sono 13simi a quota 6, alla pari con il Citta. Anche in casa gialloblu si sta mettendo in luce un attaccante, il serbo Filip Djordjevich, 31 anni, esperienza internazionale e spesso in doppia cifra in carriera. Per lui già tre centri, fra cui quello del temporaneo vantaggio a Salerno, che pare gli abbia dato particolare soddisfazione per pregressi problemi contrattuali con Lotito ai tempi della Lazio.

L’Hellas non torna alla vittoria (0-0) nemmeno al Bentegodi contro l’Udinese, che ha perso le ultime tre (i veronesi le ultime due). Il copione è lo stesso: la squadra di Juric gioca bene, magari anche meglio degli avversari, ma non dà concretezza alla sua superiorità. Perché è stitica in zona gol. E lo scontro fra due squadre che hanno messo a segno finora 5 reti in due (3 l’Hellas, 2 i friulani) non poteva che finire 0-0. I due allenatori, Ivan Juric e Igor Tudor, sono connazionali, concittadini (Spalato), ex-compagni di squadra e amici. Si sono (per carità: involontariamente) spartiti la partita, un tempo a testa, l’Hellas meglio nel secondo. Tutte e due però oggi navigano nei bassifondi della Serie A.

In C succedono cose strane. Almeno nel girone delle venete. Perché succede che due squadre pronosticate fra le favorite, Triestina e Feralpi, sbracano contemporaneamente dopo una manciata di giornate. E non sono mica disorganizzate o con budget limitati, anzi tutt’altro. Dopo lo sprofondo di domenica della Triestina con la Virtus Vecomp, stavolta è la squadra di Salò a lasciarci le penne a domicilio (1-3) contro un Fano ancora a zero vittorie e già in zona retrocessione. Probabile un’altra panchina che salta, come già fatto a Trieste.

Il Padova resta sempre in testa alla classifica, la striscia positiva si allunga e raggiunge medie stratosferiche: 16 punti in 6 partite, 5 vittorie e 1 pareggio, 13 gol fatti e solo 2 incassati (la porta biancoscudata è inviolata da 4 turni). E ha già passato indenne i confronti con due big, Carpi e Cesena. Contro i romagnoli, che fan parte dell’élite del girone, il Padova passa in vantaggio al 7’ con un gol di Soleri, migliore in campo. Poi controlla rischiando poco o nulla, da squadra solida e ben impostata qual è.

Anche il Vicenza è in serie positiva dall’inizio, ma a differenza dai beneamati cugini padovani, ha tre pareggi e altrettante vittorie nello score e questo spiega perché sia già staccata di 4 punti dal vertice. I biancorossi, terzi, fanno parte della aristocrazia della classifica ma non possono permettersi di lasciare punti ad avversari di modesta qualità come la Vis Pesaro. Lo 0-0 con cui i marchigiani sono usciti dal Menti ha parecchio deluso dopo la coppia di vittorie precedenti con Rimini e Gubbio. Il problema per Di Carlo è l’attacco, dove non è ancora riuscito a trovare la quadra alternando varie coppie di attaccanti. E così si torna al copione dell’anno scorso della Giacomelli-dipendenza. Se poi anche lui sbaglia un rigore tirandolo in modo incomprensibile, i tre punti te li scordi.

La Virtus Vecomp, prossimo avversario del Vicenza, fa bis di successi vincendo in casa della maglia nera Imolese. Sono in buon momento i rossoblu di Gigi Fresco, il derby si prospetta interessante.

L’Arzichiampo è al terzo stop consecutivo. Prende tre pappine in casa della Triestina, che ha in panchina pro tempore l’allenatore della Berretti. Sconsolato nel dopopartita Alberto Colombo, costretto a mandare in campo nella ripresa Maldonado per cercare di salvare il salvabile. Troppo tardi.