Fanghi concia, dopo anni c’è il bando: impianto da 530 milioni di euro

Una priorità per il distretto industriale della pelle dell’Ovest Vicentino, leader in Europa e nel mondo

Un bando da 530 milioni di euro per l’impianto trattamento fanghi del distretto conciario Ovest Vicentino. Lanciato da Acque del Chiampo per individuare un partner per la progettazione, la realizzazione e la gestione dell’impianto per i fanghi prodotti dai siti di depurazione di Arzignano, della società Acque del Chiampo, e di Montebello, Medio Chiampo, per circa 35mila tonnellate annue. Una priorità per il distretto della concia, leader in Europa e nel mondo, con un numero di addetti, oltre 8500 occupati in circa 450 aziende, e un fatturato che supera la metà dell’intera produzione nazionale. Di smaltimento fanghi se ne parla da anni, come da Accordo di Programma del 2005 e successivi integrativi del 2013 e 2017. Ora è una priorità. Perché le indagini di mercato parlano di un costo da 280 euro in su per tonnellata per smaltire i fanghi in discariche esterne. E perché l’autonomia di gestione di Acque del Chiampo, e quindi per il settore concia, è limitata ad un paio d’anni. Forse tre utilizzando un deposito di stoccaggio a disposizione della società di Arzignano. E per la costruzione e l’avvio dell’impianto serviranno 5 anni.

Il bando

Il bando, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Europea, parla di 529 milioni di euro tra lavori e acquisizione delle aree, trasporto e trattamento fanghi e produzione energia, per 30 anni di gestione. Servirà ad individuare un partner, pubblico o privato, con cui costituire una nuova società che dovrà procedere alla realizzazione, una volta individuato il sito per l’impianto, al di fuori del bacino Valchiampo come disposto nella documentazione. Termine di chiusura del bando il 23 dicembre. Alla manifestazione di interesse lanciata a fine 2017 avevano risposto 5 aziende da Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Trentino. «La tecnologia prevista è quella della gassificazione – spiega il consigliere delegato di Acque del Chiampo Andrea Pellizzari – ma il quadro è aperto». «Al bando dovranno partecipare aziende con struttura finanziaria e tecnologica in grado di far fronte al progetto» aggiunge il presidente di Medio Chiampo Giuseppe Castaman.

(ph Acque del Chiampo)