Greta è strumentalizzata. Ma non per questo inutile

La sostanza del suo messaggio è sacrosanta. L’alternativa è la distruzione. Chi lo nega, anche tra scienziati, è ignorante o ha interessi

Greta Thunberg ha sollevato la cruciale questione dell’alterato rapporto tra umanità e natura. Scienziati tanto famosi quanto incompetenti si sono affrettati a negare la gravità della situazione. Altri scienziati – la stragrande maggioranza – invece hanno confermano i rischi. La conoscenza tende sempre all’opportunismo anche tra gli scienziati dipendenti ormai da potenti corporazioni scientifiche e talora persino direttamente dalle grandi imprese. Chi è pagato per mantenere lo status quo nega i problemi emergenti; chi si dedica agli studi ambientali – oggi altrettanto ben finanziati – li cerca e li trova. La cosa che meno interessa è la verità scientifica che, in questo caso e condizioni, è diventata una questione di fede ed è contraddittoria. Rimane il problema politico di come gestire e pensare al cambiamento di alcuni stili di vita e di rapporto con una natura radicalmente cambiata nel corso di meno di un secolo.

L’ultima cosa che interessa provare è se il cambiamento climatico sia dovuto all’azione dell’umanità o se dipenda dalle macchie solari o dal volere di Dio. È certo, invece, che la geografia del mondo sta cambiando; che la specie umana è più che triplicata nel corso di mezzo secolo; che l’estinzione di specie animali e vegetali procede rapidamente; che l’inquinamento e la crescita dei tumori è di fronte agli occhi di tutti; che le enormi metropoli sono fuori controllo; che abbiamo armi che possono distruggere il nemico e noi stessi. La lista può continuare. Il riscaldamento globale? È l’ultimo dei problemi, ma ha un forte valore simbolico e rappresenta la sintesi di tutti gli altri. Per questo va preso seriamente per potere stimolare le riforme.

Agli scienziati incompetenti negazionisti – emblematico Rubbia che di meteorologia e geografia ne sa meno del mio salumiere – si aggiungono vecchi conservatori ignoranti che temono di dovere cambiare le loro trite abitudini. Se viene a loro o ai loro familiari un tumore, si convincono che sia dovuto a motivi genetici ereditari, piuttosto che all’avere respirato aria malsana. Questo li fa morire più sereni. Si sentono gratificati quando fanno una donazione per la ricerca contro i tumori, ma temono e disprezzano Greta e chi si batte perché i tumori diminuiscano. E i tumori di origine ambientale costituiscono fino ai tre quarti di tutti i tumori. Ma non cambiamo nulla per carità! Se glielo fai notare, ti dicono di non lamentarti perché grazie alle tecnologie l’età media è cresciuta. Hanno ragione, ma non pensano che abbiamo imboccato la strada verso la distruzione di tutto quello che ci ha consentito questo stesso sviluppo. E la vita potrebbe migliorare di molto con cibo non trattato, senza l’asma e le intolleranze crescenti. Ma meglio non studiare, meglio l’ignoranza, la conservazione e la convenienza di breve periodo.

Chi non vuole fare alcun sacrificio per migliorare il mondo in cui viviamo e che stiamo distruggendo, irride a Greta e trova tutti i motivi per delegittimarla. Greta strumentalizzata? Certo, almeno come lo era Giovanna d’Arco. Ma non per questo meno utile!

(Ph. Shutterstock)