Bavaglio sui social di centrosinistra, la genialata di Giordani

Il sindaco ha emesso il diktat ai suoi: basta polemiche, cioè critiche, sul web. Un’altra stretta del portavoce Bettin per controllare la truppa

«Stop alle polemiche via web, la politica non si fa con il telefonino». L’uscita del sindaco di Padova Sergio Giordani contro l’utilizzo dei social nella sua maggioranza ha creato qualche mugugno da parte, non tanto in quelli che vi ricorrono per propagandare le proprie iniziative mettendosi in evidenza, ma soprattutto in coloro i quali esprimono in maniera libera e trasparente il proprio pensiero, talvolta crtico nei confronti di una amministrazione dalle mille anime sensibili. Visto che l’amministrazione di centrosinistra ha fatto della partecipazione il suo fondamento ideologico ed il suo modus operandi, la libertà di critica dovrebbe essere un motivo d’orgoglio. Invece per Giordani no, non è così.

Eppure dovrebbe ricordarsi che la sua campagna elettorale la fece anzitutto sui social, senza i quali probabilmente non sarebbe seduto sulla sedia in cui è. In realtà sa benissimo quanto oggi sia importante la comunicazione sul web: la mossa è tutta politica. Ovvero la solita “Bettinata”, un’altra idea del portavoce Massimo Bettin per richiamare pubblicamente all’ordine gli elementi più calienti e riottosi della coalizione, quelli che hanno bene in mente di dover rendere conto ai propri elettori, oltre che a lui.

Essendo stato un alt risuonato in una riunione di maggioranza, non avrebbe avuto senso farlo uscire pubblicamente. Se è stato dato alla stampa è per lanciare un messaggio chiaro a chi si permette di disturbare il manovratore dietro le quinte, che tutto fa, tutto controlla e tutto disfa. E tutto rientra sotto la sua lente, che maltollera post estemporanei e non allineati. I social sono vitali ma nuocciono gravemente alla salute del centrosinistra, insomma. L’ideale sarebbe abolirli, e far vedere sempre il solito quadretto da Mulino Bianco in cui, immancabilmente, “siamo una squadra, siamo fortissimi”.

L’intento, ovvio, è di far passare Padova come una città dove i problemi non esistono. Non esistono talmente che in una giornata come quella di ieri, in cui c’è stato un accoltellamento in stazione, il responsabile della sicurezza in giunta, cioè il sindaco, non ha scritto nulla nel suo profilo Facebook preferendo postare le immagini della grande festa del volontariato in Prato della Valle. «Voi siete la parte più bella della città» posta Giordani. Giustamente perché il volontariato è linfa della società più sana. Ma c’è anche la realtà di una cittadinanza che di fronte a certi fatti si aspetta di sentire il suo sindaco. Magari anche, sena abusarne, sui social. Silenziarli vuol dire nascondere la polvere sotto il tappeto.