Processo Pfas-Miteni, Brusco (M5S): «Si vada in Assise: siano anche cittadini a decidere»

Il consigliere regionale lancia l’allarme sul rischio di un procedimento “silenziato” e fa una proposta

“Il 21 ottobre si terrà al Palazzo di Giustizia di Vicenza l’udienza preliminare per l’inchiesta Miteni: dieci anni di avvelenamento delle acque con i micidiali Pfas, a danno delle salute di migliaia di cittadini tra le province, di Verona, Vicenza e Padova. I magistrati chiederanno il rinvio a giudizio per dieci dirigenti, con le ipotesi di reato di avvelenamento della acque di uso pubblico e disastro ambientale. Un vicenda grave che ha già causato problemi di salute accertati e altri, gravi, potrebbe procurarne nel tempo: disfunzioni ghiandolari, ormonali, aborti in caso di gravidanza. La difesa degli indagati ha sostenuto a lungo che si sia trattato di una specie di svista, di banale noncuranza e che, riguardo il disastro ambientale, semplicemente che nessuna legge lo impedisse. Confidiamo nel rinvio a giudizio – afferma in una nota il Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco che ricorda “di aver sostenuto pubblicamente, assieme ai miei colleghi del Movimento, l’opera dei magistrati, sensibilizzando le istituzioni sul clamoroso caso affinché chi è sospettato di simili nefandezze venga giudicato al di là di ogni dubbio. Ma ci arrivano brutti segnali di tentativi di far svolgere il processo nel modo più silenzioso possibile: noi chiediamo invece a gran voce che si arrivi in Corte d’Assise, con la presenza di una giuria popolare”.

“Quanto è accaduto deve essere giudicato secondo la legge, ma per la sua natura di reato ai danni della cittadinanza richiede la partecipazione popolare diretta all’amministrazione della giustizia, secondo quanto previsto dal legislatore. Se qualche avvocato dovesse sostenere che si poteva avvelenare l’acqua semplicemente perché non c’era una legge che stabilisse i limiti – conclude Brusco – dovrà farlo guardando negli occhi dei cittadini.”