Il sentiero dei 4.444 scalini unico al mondo

Percorso immerso nella natura, realizzato alla fine del 1300 per il trasporto del legname dall’Altopiano

Una strada lastricata con 4.444 gradini, che si aggrappa sulle pendici del Brenta in provincia di Vicenza sul cammino che conduce a Foza. In un’atmosfera quasi magica, tra la ricca vegetazione ed elementi naturali che arricchiscono la bellezza e la particolarità del sentiero. Snodandosi attraverso gole e pareti rocciose. La scalinata, oggi meta turistica decisamente apprezzata, è opera dello storico ingegno umano, che spesso rendeva sua alleata la natura, facendo di necessità virtù.

La storia

Fu realizzata alla fine de XIV secolo per consentire agli abitanti di Asiago di scaricare a valle il legname, dall’Altopiano dei boschi, verso Padova e Venezia lungo il fiume Brenta. Le vie fluviali in passato venivano infatti utilizzate per il trasporto delle merci più pesanti ed erano un percorso privilegiato per raggiungere commercialmente i porti. L’alternativa era attraversare le comunità montane, anch’esse ricche di legname, ma questo spesso richiedeva il pagamento di un compenso per il diritto del transito dei tronchi altrui nei territori. Con continue controversie e rivalità tra comuni che cercavano sempre vie di comunicazioni più dirette. Asiago per esempio per raggiungere le rive del Brenta doveva passare per Gallio, Foza e Valstagna, con un notevole aggravio di spesa. A dirimere la questione intervenne così Gian Galeazzo Visconti, signore dell’Altopiano nel 1398, regolando gli interessi di ciascuno. Non accontentando però gli asiaghesi che, subito dopo, aprirono per conto loro una nuova via diretta fra la frazione Sasso e il territorio di Valstagna: appunto “Calà del Sasso” ovvero i 4.444 scalini.

Un’avventura magica

La strada fu costantemente utilizzata, tanto che nel 1491, quando si dovette metter mano ai primi restauri, la Repubblica Veneta decise di far partecipare alle spese tutti i comuni che la utilizzavano, e quindi Gallio, Foza, Roana, Lusiana, Valstagna, oltre ad Asiago naturalmente. Dopo sei secoli la Calà del Sasso resta quasi intatto: il recente restauro ha riparato i gravi danni dell’alluvione del 1966. Il sentiero, scavato nella roccia, con i famosi 4.444 scalini di pietra e un dislivello di 750 metri, è avvolto nella vegetazione e questo rende ancora più misteriosa l’avventura degli esploratori: da tempo rappresenta una meta turistica tutta da scoprire e da vivere.

(ph fabryr/Wikipedia)