No al tortellino musulmano: «E il prosecco analcolico di Zaia, allora?!»

Il dibattito social-politico italiano è sempre più incentrato su battaglie enogastronomiche: in questi giorni alla ribalta il tortellino per musulmani

Tutto ha avuto inizio con gli ormai leggendari selfie culinari del leader leghista Salvini, anche se è d’obbligo ricordare che il governatore Zaia, sin dai alcuni della sua carriera politica nella Marca, non aveva mai lesinato immagini con le prelibatezze venete. Fatto sta che il dibattito politico, soprattutto sui social, è ormai in gran parte occupato da polemiche con al centro il cibo.

Il tortellino al pollo

E’ di questi giorni la polemica sul tortellino al pollo che la Curia di Bologna ha deciso di proporre a fianco di quello tradizionale, in segno di accoglienza verso i musulmani. Immediata la risposta dell’ex ministro, che ha bollato l’iniziativa come altamente irrispettosa nei confronti di una tradizione centenaria.

La risposta

Non c’è voluto molto agli haters dei leghisti per rilanciare: «E il prosecco analcolico di Zaia, allora?!», è uno dei post, corredato di foto, che sta facendo il giro di tutta la rete. Si ricorderà che due anni fa, il governatore fu promotore dell’iniziativa di alcuni produttori che lanciarono il prodotto, al fine di conquistare fette di mercato dei paesi arabi.

Come dire, al cuor non si comanda, ma al portafoglio sì.