Valle Canna: denuncia cacciatori veneti su disastro ambientale

Confavi e Acr presentano denuncia in Procura e si costituiranno parte civile nel processo contro i responsabili della moria aviaria nel Ravennate

“In qualità di Presidente nazionale della Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane e dell’Associazione per la difesa e la promozione della Cultura rurale, ho già dato mandato ai nostri legali per la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Ravenna affinché vengano accertate le responsabilità e le negligenze di chi ha causato disastro ambientale di Valle della Canna”.

Lo rende noto il consigliere regionale Sergio Berlato (FdI/MCR) che spiega “saranno le autorità competenti ad accertare se quel disastro ambientale, che ha causato la morte di numerose migliaia di uccelli acquatici, poteva essere evitato”.

La Procura di Ravenna nei giorni scorsi ha aperto un fascicolo sulla strage di anatidi nel Ravennate. L’intenzione della magistratura è quella di chiarire tutti i contorni della vicenda. Solo venerdì sono stati recuperati 1075 uccelli morti (di cui 35 trampolieri) e 185 ancora vivi. Circa 300 quelli recuperati nei giorni precedenti, di cui una sessantina i superstiti. Oggi, martedì, è ripreso il recupero delle carcasse e il conto salirà. Alla base potrebbe esserci un’intossicazione da botulino dovuto al caldo anomalo di questo inizio di ottobre e alla mancanza d’acqua: un cocktail micidiale.

“Annunciamo sin d’ora – conclude il Presidente della Commissione consiliare Caccia – che ci costituiremo parte civile nel processo che sarà intentato nei confronti di chi sarà ritenuto responsabile di questa immane catastrofe ambientale, le cui conseguenze ricadono, certo sulla collettività, ma soprattutto su coloro ai quali è stata sottratta per motivi ideologici la gestione dell’area, quali cacciatori, pescatori e portatori della Cultura rurale, che storicamente avevano saputo mantenere un intelligente e proficuo equilibrio tra attività antropiche e salvaguardia dell’ecosistema”.

(Ph Vincenzo Landò Facebook)