Cicero out, ma le grane per Rucco non sono finite

Il sindaco di centrodestra di Vicenza ha accontentato Fratelli d’Italia. Ma ora deve guardarsi da altri due fuochi sotto la cenere

A giugno il sindaco di centrodestra di Vicenza, Francesco Rucco, aveva rimpastato la giunta facendo ciao ciao all’allora assessore alla trasparenza Isabella Dotto di Fratelli d’Italia, e ora riammette Fratelli d’Italia nella persona di Mattia Ierardi alla mobilità al posto di Claudio Cicero, già depotenziato sui lavori pubblici andati a Matteo Celebron (commissario provinciale della Lega, non so se è chiara l’antifona). Aveva messo alla porta dall’assessorato all’urbanistica Lucio Zoppello, della sua stessa civica Idea Vicenza, per sostituirlo con Marco Lunardi, che fa parte di Idea Vicenza (ma il fatto che questi puntasse a diventare assessore è una fake news, ça va sans dire).

Aveva anche gonfiato di deleghe e potere Simona Siotto, sbolognandole la cultura per cui lui non è tagliato, e conferendole pure il bilancio, che invece sarebbe piaciuto tanto al consigliere comunale di Forza Italia Marco Zocca (oltre alla succitata urbanistica, sempre nel suo cuore). Qualche giorno fa, ha distribuito qualche delega “minore” a chi era rimasto a secco, come Valter Casarotto (ribattezzato Willy Fog, gli son toccate le celebrazioni del cinquecentenario del primo viaggio intorno al mondo) e specialmente a due leghisti, Jacopo Maltauro (politiche giovanili) e Matteo Reginato (identità veneta), sperando così di rabbonire l’ala scontenta della Lega di cui fanno parte, che fa capo al capogruppo in consiglio Andrea Pellizzari.

In realtà per ora ha ottenuto di dare un contentino al ras veneto di Fratelli d’Italia, Sergio Berlato, che scalpitava per un posto in giunta altrimenti avrebbe sguinzagliato la pattuglia di tre consiglieri comunali (Naclerio, Berengo e D’Amore) rischiando di mettere in seria difficoltà la maggioranza in aula. Berlato avrebbe preferito la sicurezza, a cui personalmente mirava Naclerio. Ma Rucco ha scelto la via meno perigliosa: rimuovere l’anello debole, il Cicero rimasto senza nemmeno un consigliere, e girare il suo incarico all’esponente FdI da piazzare. La mossa più semplice e diretta, ma che toglie dal novero degli assessori uno dei pochi a essere fattivo, benchè discutibilissimo nelle idee e nei modi.

Modi esagitati e duceschi che hanno messo più volte in imbarazzo l’ultra-moderato sindaco, è vero. Ma si sono tramutati in «incolmabili distanze» adesso, a freddo, dopo un convulso settembre di riunioni per il secondo rimpasto. Il defenestrato si é chiuso in silenzio-stampa, e tutti si chiedono come reagirà pubblicamente, fumantino e orgoglioso com’è, quando ne uscirà.

Rucco per ora ha tappato un buco. Ma gli sono rimaste aperte altre due grane: una si chiama Zocca, e l’altra si chiama Pellizzari. Il sindaco sembra voler procedere a tappe per circoscrivere i problemi. Dovrà far saltar fuori altri posti e occasioni di soddisfazione per gli insoddisfatti, altrimenti la guerriglia interna ricomincerà. Per ora, tira innanz.