A questo punto aboliamo il parlamento, sai che risparmio?

Tre buoni motivi per cui il taglio dei parlamentari è una fesseria ipocrita

Lasci ogni illusione chi plaude alla riduzione dei parlamentari della funesta Repubblica. Non soltanto perché il risparmio sarà subito inghiottito dal buco nero della spesa pubblica: l’Italia, infatti, non spende quanto può, ma tutto quello che può. Anzi, se oggi la spesa per i parlamentari è identificabile e stigmatizzatile dalla demagogia, in futuro si perderà in mille rivoli carsici non più identificabili né emendabili.
 
In secondo luogo, ancor più rilevante, la riduzione dei parlamentari è il trionfo della partitocrazia delle segreterie e l’ennesimo passo verso il definitivo svuotamento della rappresentanza popolare attraverso il parlamento. Già l’abolizione del voto di preferenza ha ridotto i parlamentari a pretoriani dei capi partito, a fedelissimi del capo la cui principale qualità deve essere quella di non pensare in proprio e di alzare prontamente la mano a comando. Domani, sarà ulteriormente ridotto per le segreterie il fastidio di dover esprimere candidati ed il rischio di trovarsi tra di loro esseri pensanti.
 
In ulteriore luogo, i territori saranno sempre meno rappresentati, le loro diverse istanze, così complesse in un paese tanto multietnico ed eterogeneo, sempre meno considerate e oggetto di attenzione e discussione. A questo punto, perché non completare il lavoro e far pulizia dell’ipocrisia sopprimendolo del tutto questo parlamento? Sai che risparmio!