“Il divin codino”: Netflix e Mediaset per il primo film su Baggio

Storico accordo tra il colosso televisivo e la casa di produzione: calcio, amore e Sud i temi

Maxi-accordo fra Mediaset e Netflix. Si comincia con una partnership per mettere in cantiere 7 film, ma l’obiettivo è un futuro allargamento del perimetro con il progetto Media for Europe che punta a un “polo” europeo dello streaming video.

L’operazione è stata annunciata dallo stesso Ceo di Netflix Reed Hastings e soddisfazione di Pier Silvio Berlusconi ad Mediaset.

Netflix e Mediaset investiranno in accordo su una serie di film in lingua italiana, realizzati in Italia e prodotti da produttori indipendenti italiani. Debutteranno in anteprima mondiale su Netflix come “film originali” a partire dal 2020 per approdare, 12 mesi dopo, sulle tv free di Mediaset. “Non abbiamo l’ansia di far uscire questi film subito – dice ancora Hastings -. Vogliamo che invece siano fatti bene”.

Si tratta di soggetti inediti che scommettono forte sul made in Italy tradizionale: “Sotto il sole di Riccione” con la sceneggiatura di Enrico Vanzina, storia di un gruppo di teenager sulla riviera romagnola che fa pensare a ‘Sapore di sale’. “Sulla stessa onda”, diretto da Massimiliano Camaiti, anche qui adolescenziale avventura estiva ma nata sotto il sole siciliano, presentato dalla produttrice Olivia Musini. “Il divin codino”, storia di Roberto Baggio con la regia di Letizia Lamartire, che racconta i 22 anni passati sul campo dal campione qui interpretato da Andrea Arcangeli. “Al di là del risultato”, diretto da Francesco Lettieri, vicenda di un ultras cinquantenne napoletano che si trova a fare un bilancio della propria esistenza in un confronto con un ragazzo adolescente. E infine “L’ultimo Paradiso” prodotto e interpretato da Riccardo Scamarcio.

“Vogliamo finanziare nuovi film che possono andare su Netflix e Mediaset –spiega Hastings -. Abbiamo avuto un grande successo con ‘Sulla mia pelle’, abbiamo capito come concentrarci sui film italiani”.

Ma le mosse di Netflix non si limitano alla strategia produttiva. In risposta all’inchiesta aperta dalla Procura di Milano per mancata dichiarazione dei redditi, annuncia l’apertura di una sede in Italia: “Un ufficio che avrà una permanenza stabile: saremo dei normali contribuenti come qualsiasi altra impresa”.

In Italia sono oltre 2 milioni gli abbonati alla piattaforma di streaming, ha detto il Ceo. Nessuna preoccupazione sul debito su cui avevano lanciato l’allarme alcuni analisti nei giorni scorsi: “Stiamo crescendo”.