“Alto Adige” cancellato per legge, FdI: «Epurazione linguistica»

E’ polemica dopo il voto del Consiglio Provinciale di Bolzano, con il Pd, Verdi e Lega astenuti e solo il partito di Meloni contrario

E’ scontro dopo la decisione assunta dal Consiglio provinciale di Bolzano di cancellare l’espressione ‘altoatesino’ e ‘Alto Adige’ dalla legge relativa alle “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea”. La proposta di Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) è stata approvata anche con i voti della Volkspartei. 24 i sì in totale, (Suedtiroler Volkspartei, Suedtiroler Freiheit e Freiheitlichen), uno il no (Alto Adige nel cuore-Fratelli d’Italia) e 5 astensioni (Pd, Verdi, Lega, Team Koellensperger).

“L’espressione ‘altoatesino’ è stata sostituita con quella ‘della provincia di Bolzano’ con la ‘p’ volutamente minuscola a sottolineare l’abito territoriale e Alto Adige con ‘provincia di Bolzano’, attacca
Alessandro Urzì, consigliere provinciale dell’Alto Adige nel cuore -Fratelli d’Italia e coordinatore regionale del partito di Giorgia Meloni. “La si potrebbe definire una epurazione linguistica, che
offende gli italiani che si sentono, a buon diritto, orgogliosamente anche altoatesini”, osserva.

“E’ la costituzione italiana a sancire il nome Alto Adige, come indicativo di un’area a sovranità nazionale con non può essere in alcun modo cancellata e oscurata da tentativi di pulizia linguistica
che sono il preludio a richieste di maggiore autonomia nel senso di totale autoreferenzialità etnica (gli Italiani in Alto Adige sono minoranza) o peggio secessione”.