La “Leopolda di Treviso”: il vescovo alle Officine Aperte

Tutta la ex giunta di Giovanni Manildo all’appuntamento di ieri, sabato, a San Teonisto, ma non solo: con Carlin Petrini fa la sua comparsa anche il vescovo Michele Tomasi

Sessanta milioni di alberi, uno per ogni abitante, ma non solo. Il primo appuntamento pubblico, organizzato sabato, dall’associazione “Officine aperte” di Carlo “Carlin” Petrini, presidente di Slow Food, sul solco del progetto elaborato dalle Comunità “Laudato sì”, si è trasformato in una sorta di “Leopolda di Treviso”.

Alle 18, nella chiesa di San Teonisto, si è presentata quasi l’intera ex giunta di Giovanni Manildo, ovviamente incluso l’ex sindaco, moltissimi rappresentanti della cosiddetta società civile ma sopratutto il neo vescovo Michele Tomasi, accolto da fragorosi applausi e protagonista di un simpatico scambio di battute con il padrone di casa.

«Non c’è ecologia senza giustizia e non ci può essere equità in un ambiente degradato» scriveva Papa Francesco nell’enciclica “Laudato sì” esponendo in modo potente i principi di un’ecologia integrale in omaggio al santo di Assisi. «Non c’è dubbio che il riferimento più forte dal punto di vista ambientale, ma anche nell’ottica di una diversa economia, sia in questi anni la Laudato sì: per questo abbiamo pensato di richiamarci ad essa – spiega Carlo Petrini, rilanciando il senso dell’enciclica e il progetto delle comunità che hanno formato nel mondo una rete intorno ad essa – Queste comunità – afferma Petrini – sono chiamate a fare in modo che le tematiche di questo straordinario documento prendano corpo attraverso una mobilitazione nell’educazione, nelle buone pratiche, nella condivisione, nella capacità di fare rete mantenendo le proprie identità e adattando i propri obiettivi a quelli specifici nei territori».

Assenti le categorie economiche, nonostante la location fosse stata messa a disposizione dalla Fondazione Benetton, presente con il direttore Marco Tamaro.

(Ph Facebook Giovanni Manildo)