Ong salva 74 naufraghi. Lamorgese: «Europa non ci lasci soli»

Mentre la Ocean Viking nella notte ha raggiunto un gommone, il ministro dell’Interno lancia appello alla Ue

«La nave OceanViking ha salvato 74 persone – tra cui 6 minori – da un gommone in pericolo vicino a un giacimento petrolifero a circa 50 miglia nautiche al largo della costa libica. Esauriti dal pericoloso viaggio, sembrano tutti in condizionistabili». Lo ha twittato nella notte Sos Mediterrranee.

L’appello del ministro

Solo poche ore prima, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese aveva lanciato, dalle colonne de Il Corriere della Sera, un appello all’Europa affinché «non lasci soli gli stati più esposti ai flussi migratori». A preoccupare la titolare del Viminale anche la crisi siriana e la minaccia di Erdogan di mandare oltre confine i profughi finora ospitati in Turchia. «L’intensificazione dei flussi migratori che stanno mettendo in crisi i Paesi della frontiera orientale -afferma- richiede un approccio europeo solidale: non possono essere lasciati soli gli Stati più esposti».

Per Lamorgese «la bozza di Malta rappresenta comunque un cambio di passo dell’Ue. L’idea condivisa -spiega- è che un nuovo patto di solidarietà europeo deve nascere dalla consapevolezza che l’Italia e Malta rappresentano i porti di primo approdo per poi raggiungere altri Paesi europei. La bozza di accordo può rappresentare il cambio di passo. È un inizio in direzione di un sistema di gestione più equo e bilanciato; un percorso complesso, ne sono consapevole, che auspico possa vedere progressivamente coinvolti il maggior numero possibile di partner europei». Il punto chiave, spiega Lamorgese, è «il superamento degli attuali squilibri nella ripartizione degli oneri tra gli Stati membri. L’introduzione di un meccanismo di redistribuzione dei migranti basato su procedure di ricollocazione automatiche, veloci ed efficaci, fa sì che non vi siano incertezze in merito alla gestione dell’accoglienza al momento dello sbarco e allo Stato membro che se nedebba fare carico. Questi elementi potrebbero rappresentare una svolta decisiva soprattutto nella prospettiva di una riforma del Regolamento
di Dublino».

Per la ministra infine è «fondamentale proseguire nell’azione di sostegno alla stabilizzazione della Libia, impegnarsi per la realizzazione di un piano umanitario europeo oltre che per il rafforzamento della capacità di tutte le guardie di frontiera dei nostri partner africani ai fini di una gestione dei flussi dei migranti sicura e rispettosa dei diritti delle persone. Dobbiamo agire con decisione perché non si ripetano tragedie del mare come quelle dello scorso 7 ottobre, vicino a Lampedusa – conclude – Vorrei avviare un confronto con le Ong impegnate in operazioni di soccorso in mare, partendo dal codice di condotta già sottoscritto al Viminale».