Padova e Vicenza, una giornata da dimenticare

Per entrambe i 90′ della consacrazione sono invece un incubo. Virtus Verona rivelazione del campionato. L’Arzichiampo torna al gol dopo 483′

Seconda sosta stagionale per Serie A e Serie B, spazio alla Nazionale. Il fitto calendario della C invece non prevede turni di pausa fino a fine anno. Le giornate di riposo qualche volta servono, altre proprio no. Nel primo caso arrivano all’uopo ad esempio per cambiare l’allenatore, per recuperare qualche giocatore infortunato o per trovare concentrazione. Nella seconda ipotesi disturbano perché interrompono una serie positiva. È questo il caso delle venete, l’Hellas in A e Chievo, Cittadella e Venezia fra i Cadetti. Tutte e quattro stanno vivendo strisce di risultati utili più o meno lunghe e la settimana di sosta potrebbe interrompere la magia.

Il Chievo è imbattuto da sei giornate, dalla seconda di campionato. Rendimento anomalo quello della squadra di Michele Marcolini: non ha ancora vinto al Bentegodi ma già due volte in trasferta. Dopo la brutta retrocessione e in piena crisi societaria, poteva però andare peggio. Dove migliorare? Sicuramente in difesa, visto che i clivensi hanno già beccato dieci gol, e una sola volta hanno chiuso il match con la rete inviolata.

Il Cittadella è la portacolori del Leon con la classifica migliore: il 6° posto la squadra allenata da Venturato se lo è guadagnato nelle ultime tre giornate con altrettante vittorie consecutive. L’avvio era stato disastroso, tre sconfitte nelle prima quattro giornate, pareva disperso il bel Citta che aveva sfiorato la promozione pochi mesi fa. Poi il ritorno dei risultati e contemporaneamente anche del gioco. E c’è Davide Diaw, bomber emergente del campionato, che segna e fa segnare.

La serie+ del Venezia va avanti da 360’, tre 1-1 e in mezzo la prestigiosa vittoria in trasferta con l’Entella. Partenza con l’handicap per i neroverdi, ripescati quasi in extremis e costretti a rimodularsi per la categoria superiore: due sconfitte interne nei primi tre turni, poi Alessio Dionisi riesce a dare equilibrio alla squadra e il vento cambia. Niente di eccezionale, si passa dal rosso al rosa della mezza classifica. Il problema da risolvere è in zona gol, sette in altrettante partite sono pochini, anche se sono altrettanti (e quindi pochi) quelli a carico.

Nessuno si aspettava un Hellas da primi posti in Serie A e infatti non lo è. Però magari qualche punto in più in classifica ci starebbe, le due sconfitte consecutive (e immeritate) con Milan e Juventus hanno intervallato un buon inizio (1-1 con il Bologna e vittoria a Lecce) con il tris successivo (due pareggi e vittoria sulla Sampdoria). La squadra allenata da Ivan Juric ha la miglior difesa del campionato, seconda solo a quella dell’Inter, ma è sterile in attacco: 6 reti in tutto. Per ora il tecnico croato non ha trovato l’uomo-gol in rosa. Ci sarebbe sempre Pazzini…

Serie C. Doveva essere la giornata prima del Padova in fuga e poi del Vicenza a caccia dei cugini e invece è stata una débâcle per prima e seconda in classifica e un trionfo per la rampante cordata emiliano-marchigiana. I biancoscudati, nell’anticipo contro il Ravenna, perdono la imbattibilità stagionale giocando la loro peggior partita. Capita, è successo anche al Monza capolista del Girone A. Il Vicenza, che è a -4 dal Padova, vede l’opportunità di ridurre lo svantaggio ma, ospite del Piacenza, non la coglie. Perché a sua volta incappa nel primo stop e si fa prima raggiungere e poi perfino rimontare al 2’ del recupero finale. Anche i biancorossi di Di Carlo perdono la verginità e si fanno superare proprio in quella che è la loro riconosciuta migliore qualità, il carattere. E così perdono due posizioni in classifica, scendono dal 2° al 4° posto, perché le emiliane Reggiana, Carpi e Piacenza oltre alla Sambenedettese vincono e diventano a loro volta inseguitrici del Padova. E ora la lotta diventa dura perché il calendario propone un’altra settimana con tre turni in cui ci sono parecchi confronti diretti fra le prime. Potrebbe essere un passaggio cardine del campionato, da cui padovani e vicentini hanno le stesse chance di uscire rafforzati che di essere ridimensionati.

La sconfitta interna del Padova arriva indubbiamente inattesa. La solidità era stata finora la cifra caratteristica della squadra allenata da Sasà Sullo, e invece contro il Ravenna i biancoscudati sono naufragati proprio sotto questo profilo. Dalle cronache risulta una prova generalmente sotto tono, addirittura deficitaria per alcuni giocatori. Lo sprofondo è soprattutto in attacco, punto debole del Padova, e stavolta non c’è la consueta supplenza in zona-gol di difensori e mediani. Le prossime sfide con Triestina, Sambenedettese, Piacenza e infine il Vicenza diranno se la sconfitta con il Ravenna è stata solo una partita-no o se va interpretata come segnale di crisi.

Il Vicenza ha a sua volta la prospettiva di un calendario non meno periglioso: prima del derby del Bacchiglione, Reggiana, Sambenedettese e, in mezzo, il derbino con l’Arzichiampo. Ormai sono chiari i limiti dei biancorossi: l’attacco stitico e il centrocampo dal rendimento discontinuo. Il Vicenza infatti ha segnato finora 14 gol (4 su rigore) e solo la metà firmati da attaccanti. Di Carlo poi continua a cambiare, grazie anche alla disponibilità in rosa, la composizione della linea mediana e non sempre (come ad esempio a Piacenza) con buoni risultati.

Che dire ancora della Virtus Verona? Che è la rivelazione del campionato. Batte per 3-1 la Vis Pesaro e schizza all’8° posto. E dire che è la squadra che ha incassato più gol di tutte le altre (16) ma è anche la terza per quelli messi a segno: 2 in meno del Padova e 1 rispetto a Reggiana e Sambenedettese. Magari non durerà ma intanto si mettono in salvadanaio punti-salvezza.

L’Arzichiampo torna a segnare dopo un’astinenza di 483’. Non basta per meritare i primi 3 punti stagionali perché il Modena riesce a strappare un 1-1, immeritato a detta dello stesso Zironelli, e i vicentini devono vestire la maglia nera in compagnia dell’Imolese. 5 punti dopo 9 giornate sono davvero un brutto segnale, la squadra sta pagando più del previsto il salto di categoria e, per salvarsi, dovrà fare molto nel calciomercato di gennaio.

(Ph LR Vicenza)