Il ruggito del Veneto: manifesto per una Coalizione Autonomista

La Lega segue una logica elettorale nazionale. Manca una rappresentanza veramente regionale a Roma. E in Europa

Per procedere concretamente verso l’autonomia sono necessarie una forte coalizione e una lista che rappresentino il Veneto a Venezia e a Roma. Finora non si sono visti progressi concreti, nemmeno dopo il quasi plebiscitario e trasversale referendum di due anni fa. Una Coalizione Autonomista – un partito territoriale del Veneto – dovrebbe aspirare a catalizzare un voto maggioritario centrato, nell’immediato, sulle normative costituzionali vigenti finora rimaste inapplicate. Oggi non esiste una forza politica in grado di promuovere fattivamente le istanze autonomiste poiché tutti i partiti, compresa la Lega, sono legati a logiche elettorali nazionali. L’identificazione di un leader capace di unire e interpretare le diverse istanze sarà un’altra fondamentale chiave del successo della Coalizione.

Da oltre due decenni, sia la maggioranza sia l’opposizione nel Veneto si sono dimostrate incapaci di rinnovarsi, al punto che i loro rappresentanti sono pressoché spariti dalla politica nazionale e sono rimasti a gestire un’ordinaria amministrazione locale. Successi di facciata (come le Olimpiadi, comunque in compartecipazione con Milano che farà la parte del leone), pur esageratamente enfatizzati, non nascondono l’inerzia sostanziale, di cui i mancati progressi verso l’autonomia, il peggioramento della sanità e di altri servizi un tempo fiore all’occhiello del Veneto, il degrado ambientale e la stagnazione economica sono oggi di fronte a tutti.

I principi ispiratori della Coalizione per rinnovare la politica veneta attraverso il conseguimento concreto dell’autonomia a mio parere potrebbero essere i seguenti:

1) La Coalizione Autonomista rappresenta i cittadini e il territorio veneti in Italia e in Europa, lasciando ampia discussione e indipendenza al suo interno su numerosi temi specifici e di carattere generale.

2) I principi ispiratori politici e culturali della Coalizione Autonomista sono l’autodeterminazione e l’autogoverno di comunità federate operanti secondo il principio di sussidiarietà.

3) Il consenso, la rappresentanza e l’offerta di servizi si formano risalendo dai Comuni a istituzioni più comprensive, fino all’Unione Europea, non dimenticando i diritti umani e la responsabilità per il pianeta.

4) La Coalizione Autonomista promuove le identità, le tradizioni e le culture dei territori, nel Veneto e in ogni altra regione e Paese, valorizzandone le peculiarità e i valori originali al fine di promuovere la diversità e la creatività nell’affrontare i problemi e redigere i programmi.

5) La Coalizione Autonomista considera la libertà sociale e individuale come assunzione di piena responsabilità da parte dei cittadini.

6) La responsabilità individuale e collettiva si afferma, nell’ordine, attraverso la libera iniziativa individuale, le imprese, il volontariato e le istituzioni pubbliche.

7) La Coalizione Autonomista è solidale con le regioni, le componenti sociali e le persone svantaggiate, e promuove lo sviluppo e l’integrazione di esse.

8) La Coalizione Autonomista promuove una riforma dell’Unione Europea al fine di renderla più unita nelle sue diversità.

9) Pur riconoscendo il ruolo, la storia, le istituzioni e la cultura degli Stati nazionali, la Coalizione Autonomista intende valorizzare i livelli di governo locale ed europeo.

10) La Coalizione Autonomista prende atto della globalizzazione dell’economia, della cultura e dell’informazione, e in questo contesto promuove l’autonomia senza creare barriere tra popoli e territori.

Sulla base di questi principi mi aspetto che le forze progressiste del Veneto sappiano unirsi attorno alla “vexata quaestio” autonomista per proporre una nuova stagione politica.

(Ph. Shutterstock)