“Marietto” Pandolfo torna in libertà. E Maniero trema

Mancano una manciata di giorni alla scarcerazione dell’ergastolano Antonio Pandolfo, il numero due della Mala del Brenta, che non ha mai collaborato

Il 29 ottobre Antonio “Marietto” Pandolfo varcherà la soglia del carcere da uomo libero. Il numero due della Mala del Brenta, mai pentito, ha scontato l’ergastolo che gli era stato comminato nel 1996 per una lunghissima lista di reati, tra cui l’omicidio. E il boss Felice Maniero ora trema perché “il grosso” pare che abbia passato gli ultimi 30 anni a covare vendetta.

Chi è

Antonio Pandolfo è stato al fianco dei cugini Maniero sin dai primissimi colpi, da ragazzini. La letteratura lo descrive come freddo, controllato quanto feroce, aiutato alla stazza. E’ sempre presente negli episodi salienti della storia dell’unica mafia riconosciuta del Nord: nei colpi ai danni dei laboratori orafi, nella ‘notte dei cambisti’, il 10 ottobre 1980, quando alcuni esponenti della banda picchiarono a sangue alcuni strozzini fuori dal casinò di Venezia per conquistare la piazza, all’Hotel Des Bains al Lido di Venezia nel 1982, all’aeroporto Marco Polo di Tessera un anno più tardi, al casinò del Lido di Venezia nel 1984, anche durante la rapina al treno postale di Vigonza, sulla Milano-Padova, quando nell’esplosione morì la studentessa Cristina Pavesi.

Pandolfo fu uno degli evasi dal carcere Due Palazzi di Padova, con il boss, pochi mesi prima della fine. Molto probabilmente era presente anche all’omicidio di Giancarlo Ortes, il cardine dell’organizzazione della fuga. Poi il pentimento di Maniero e l’arresto, il 7 dicembre del ’94. Mai una parola con gli inquirenti, al contrario dell’ex capo. Non  chiaro se la frattura tra i due fu determinata dall’esecuzione di Ortes o da un carico di cocaina conteso, ma quel che è certo è “Marietto” non ha perdonato, come non si è pentito.

(Ph Nottecriminale)