Calcio veneto, la giornata di gloria dell’ex maglia nera Arzichiampo

Soddisfazioni in C, con Padova e Vicenza ai primi posti e rivelazione Virtus Verona. Hellas male a Napoli, in B tonfo Cittadella

Copertina e apertura per l’ex-ultima ruota del carro, la ex-maglia nera del Girone B della Serie C, l’Arzichiampo. La squadra che porta i colori di Arzignano e Chiampo, due cittadine limitrofe nell’alta provincia di Vicenza, note come Distretto della concia e per l’inquinamento da prodotti per la conceria, ha finalmente rotto il ghiaccio e incamerato la prima vittoria stagionale. C’è voluto però un bel quarto di campionato e un ambientamento alla categoria superiore più lungo del previsto. E i primi tre punti arrivano proprio la domenica successiva alla prima caduta al 20° e ultimo posto. Da qualche giornata in realtà gli uomini di Alberto Colombo avevano dato segni di crescita ma erano penalizzati da quella che sembrava una ormai cronica stitichezza in zona-gol: prima della rete di Piccioni al minuto 43 della precedente partita con il Modena, l’Arzi aveva all’attivo la miseria di due gol. Negli ultimi 180’ ne ha fatti tre. E mica contro un’altra in zona retrocessione, bensì sul campo del Ravenna 9° in classifica, che si era permesso sette giorni prima di recapitare a domicilio la prima sconfitta al Padova imbattuto capolista. Vero che i ragazzi allenati da Luciano Foschi hanno il vizietto di non gradire il fattore-campo (tre stop su cinque al Benelli) ma perdere in casa con l’Arzichiampo non può rientrare nei risultati ammissibili per una squadra da play off.

Festeggia anche il Venezia in Serie B, che a sua volta cancella uno zero dalle statistiche stagionali, quello delle vittorie al Penzo. La malcapitata complice è una che proprio non ti aspetteresti, la ambiziosa Salernitana allenata da Giampietro Ventura che, non per niente, prima di sbarcare in laguna alloggiava in comproprietà con altre tre al 2° posto e vantava un 3 su 3 in trasferta. I neroverdi non giocano benissimo, com’è già successo in casa, ma allungano la striscia positiva a 5 gare alla faccia della sosta azzurra. Match winner Riccardo Bocalon, centravanti veneziano di Castello oltre che ex, che firma la vittoria con il suo primo gol davanti ai propri tifosi.

Risente eccome della pausa invece il Cittadella. Non si spiega altrimenti lo schiaffone (1-3) che gli rifila al Tombolato un Cosenza che proprio non dovrebbe far paura, con il suo 4ultimo posto e mai vincente in trasferta. I granata pre-sosta sono invece una squadra in tiro, tre successi consecutivi e soprattutto il ritrovato bel gioco dell’anno scorso. Partenza a razzo, Vita apre il risultato dopo 2’ e sembra tutto facile, però il Citta non trova la chiave per chiudere il match e dopo un’oretta il Cosenza, che in tre match fuori casa ha segnato niente meno che un solo gol, nell’arco di un quarto d’ora ne rifila tre al povero Paleari, appena premiato come miglior portiere dei Cadetti l’anno scorso.

Neanche il Chievo si accorge del turno di riposo e, tanto meno, soffre la crisi del settimo turno. Infatti vince finalmente in casa, allunga la striscia positiva appunto a sette giornate e scala la classifica issandosi al 6° posto. I ragazzi di Michele Marcolini fanno fuori un avversario di quelli importanti, l’Ascoli allenato dal vicentino Paolo Zanetti (al primo campionato in Serie B), rifilando un gol per tempo a una difesa fra le meno superate del girone. Ma che tristezza vedere il Bentegodi ben più che mezzo vuoto.

Serie A. Il Napoli ha un centravanti, l’Hellas no. Sintesi un po’ sbrigativa del 2-0 con cui i gialloblu tornano da Fuorigrotta raccogliendo zero da una trasferta in cui non avevano nascosto qualche velleità di far punti. E queste velleità non sembrano solo tali per un buon quarto d’ora del primo tempo, con la squadra di Ancellotti messa sotto dai centrocampisti veronesi e salvata da tre prodigiose parate consecutive di Meret. Poi l’Hellas si smaga progressivamente, basta un ottimo Koulibaly a disinnescare un troppo isolato Stepinsky mentre, sull’altro fronte, il suo connazionale polacco Milik rifila alla seconda miglior difesa del campionato una doppietta e torna un centravanti degno del rango del Napoli. Ivan Juric si consola constatando che, alla terza prova contro una grande, il suo Hellas non fa certo una figuraccia.

Ritorniamo in Serie C per celebrare la terza vittoria esterna della Virtus Verona, che va a segno (2-1) niente meno che sul campo ancora inviolato di una Sambenedettese che troneggia meritatamente sul terzo gradino della graduatoria, frutto di una serie+ di 6 giornate culminata in 3 vittorie nelle ultime 3. Gigi Fresco non ha però paura di nessuno e manda in campo i suoi con il 4-3-1-2, mica per fare la Maginot davanti al vice capocannoniere Cernigoi. Degli attaccanti in campo invece quello che si fa notare è il n. 9 veronese Raphael Odogwu, che firma a 20’ dal termine il suo 5° centro stagionale che vale i 3 punti. Se continua così, questo ragazzo (svincolato tre mesi dall’Arzichiampo in Serie D!) a gennaio avrà sicuramente mercato.

Il Girone B della terza serie ha di nuovo due venete ai primi posti. Il Padova infatti è ancora incredibilmente primo non ostante le due sconfitte consecutive. Dopo la prima in casa è arrivata anche quella in trasferta, uno 0-2 che la Triestina, rediviva con il terzo allenatore della stagione, ha comunque meritato.

Sul podio, con un solo punto di distacco dai biancoscudati, c’è anche il Vicenza, mai così vicino al top. Il riscatto dopo soli sette giorni dal primo stop toglie la imbattibilità stagionale a una Reggiana che scende in campo al Menti con la dote di 2 vittorie e 2 pari esterni ma praticamente senza gli attaccanti titolari. Il Vicenza invece le punte le ha ma, more solito, non fanno gol. Quello che dà la vittoria lo segna infatti allo scadere del primo tempo il terzino Bruscagin con un tiro da 35 metri di quelli che (forse) fai una volta nella vita se non sei Diego Armando Maradona. E le altre cinque palle-gol le creano e le sbagliano i centrocampisti.

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