«Autonomia, fallimento di Zaia e Salvini: chiedano scusa ai veneti»

«In due anni siamo ancora al punto di partenza. E bisogna avere la faccia tosta come Zaia per dare la colpa al Pd una volta e ai Cinque Stelle l’altra, senza mai citare le proprie responsabilità e quelle della Lega». Il consigliere regionale del Partito Democratico Graziano Azzalin e l’ex parlamentare Alessandro Naccarato rispondo così alle parole pronunciate questa mattina durante la conferenza stampa del presidente del Veneto a due anni dal referendum sull’autonomia.

«Non ne possiamo più del ritornello Roma inadempiente. Basta versioni fantasiose, si renda conto dei soldi pubblici spesi inutilmente e delle false promesse. Zaia – attaccano i due esponenti dem – dovrebbe chiedere scusa ai veneti per aver buttato via 14 milioni che potevano essere impiegati per una delle tante emergenze della nostra regione; dalle rette per le case di riposo, ai contributi per gli asili nido o per gli affitti. L’Emilia Romagna non ha indetto alcun referendum, perché il mandato politico per avviare una trattativa con il Governo c’era già, così come l’investitura popolare. Zaia ha però voluto un plebiscito, pagato con i soldi pubblici. Un plebiscito non riuscito, visto il 56% dei votanti. La valanga di sì era inevitabile, data la domanda assolutamente generica impressa sulla scheda: “Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?”. Viene da ridere a sentire Zaia dire, come ha fatto oggi in conferenza stampa: «Non era un quesito da poco»».

Nella nota, Azzalin e Naccarato elencano una serie di annunci fatti da governatore con tanto di data.

23 ottobre 2017 «Nelle prossime ore spero di inviare in via preventiva il documento (…) e di chiudere la partita prima di fine anno, ai primi di dicembre»
20 dicembre 2017 «Clima ok, Possibile prenitesa entro gennaio»
28 febbraio 2018 «Il cammino verso l’autonomia è iniziato col piede giusto»
12 giugno 2018 «Oggi è una giornata storica (…) una volta instaurati i tavoli tecnici auspico che si possa avere entro la fine dell’anno la firma di un’intesa»
18 luglio 2018 «Entro fine anno l’intesa con lo Stato»
10 settembre 2018 «Vi confermo che stiamo facendo un bel lavoro e che chiederemo l’autonomia per le 23 materie (…) Il popolo si espresso e senza quei quasi 2,5 milioni di veneti l’autonomia non sarebbe così certa come oggi»
20 dicembre 2018 «Prende avvio riforma storica, è un cambio di paradigma»
21 dicembre 2018 «Mai regalo di Natale più bello i Veneti avrebbero potuto trovare sotto l’albero»
14 febbraio 2019 «Siamo pronti all’ultimo miglio, adesso c’è un testo scritto»
25 marzo 2019 «Sono grato al vicepresidente del Consiglio Salvini per aver assicurato che l’inizio del percorso dell’autonomia sarà concretizzato prima delle elezioni europee»
3 aprile 2019 «Contratto pronto, si discuta in Parlamento e poi si voti»
20 giugno 2019 «Bella giornata, con incardinamento in Cdm si sta scrivendo una pagina di storia inarrestabile, da Nord a Sud»
31 luglio 2019 «Il 2019 è l’anno dell’autonomia»

«È, senza giri di parole, un fallimento anche perché la Lega era al Governo e Salvini spadroneggiava ovunque – concludono -. E Zaia non può chiamarsi fuori. Non era infatti scritto in nessuna scheda elettorale di chiedere l’autonomia su 23 materie; un’intesa più ristretta avrebbe permesso di avviare un percorso da arricchire strada facendo. Come mai Zaia non ha mai tirato in ballo il “capitano” per lamentarsi dello stallo? Semplice, perché il primo a non voler premere sull’acceleratore era proprio Salvini. Dopo aver fatto il pieno di voti al Sud, portando a casa l’autonomia per le “Regioni ricche del Nord”, rischiava di azzerare tutto. Adesso la palla passa al centrosinistra. E a Zaia va benissimo così perché potrà costruirci l’ennesima campagna elettorale, magari utilizzando in modo spregiudicato l’intera macchina amministrativa, come ha fatto per il referendum di due anni fa».