Autonomia, Zaia: «A due anni dal referendum Roma se ne frega»

«Importanti comunicazioni». Così il governatore Luca Zaia ha annunciato nelle scorse ore il suo discorso in occasione del secondo anniversario sul referendum per l’autonomia.

«Zaia dovrebbe accettare di meno ma nessuno ci ha mai proposto nulla. Qui siamo entrati in un ristorante ed è come il cameriere ci dicesse lei a cosa rinuncerebbe? All’antipasto, al primo o al secondo? Ragionamenti inutili. C’è un elenco di materie, non ce le siamo inventate noi. Non possiamo accettare che qualcuno ci dice perchè non accetta il progetto dell’Emilia Romagna? Ma se si chiama autonomia differenziata, pensate al senso delle parole. Ognuno ha la sua forma di autonomia ed era già prevista da padri costituenti. Io so che la via corretta è quella della legalità e si deve andare fino in fondo al confronto e anche allo scontro civile se serve. Roma è inadempiente, non ha mai fatto una controproposta al progetto veneto. “Domandare xè legito, rispondere xè creansa”. Zaia spreca i soldi del referendum? Se il Paese sta cambiando pelle, è grazie a quello».

«Quali sono le prospettive? Il ministro annuncia che vuol fare l’autonomia, annunci sentiti da tutti negli ultimi anni. Ma chi si scotta con l’acqua calda poi ha paura anche dell’acqua fredda. Il Pd cos’ha fatto per noi? Il ministro vuole fare prima i Lep ma è un’ovvietà. Perchè in 18 anni mai nessuno l’ha fatto? Forse perchè si scoprono cose che non vanno? In sanità esistono già e si chiamano Lea. Ma ci sono delle regioni ancora oggi non riescono a curare i cittadini e li esportano. Ma quindi il problema sono i Lep o chi li gestisce?»

«Siamo pronti a trattare. Loro no. Come vedo il futuro? Ogni millimetro guadagnato in questo percorso sarà a favore del Veneto. Il processo è inesorabile. Il nuovo rinascimento va in questa direzione. Napolitano disse: “l’autonomia è la vera presa di responsabilità”. Il governo Conte 1 ha perso una grande occasione. C’eravamo anche noi? Sì ma la situazione era diventata insopportabile. Noi andiamo avanti, ma i veneti non devono fare un errore: dividersi. L’autonomia non ha colore politico. Se non fanno veloce prenderemo le singole materie e le impugneranno ad una ad una».

«L’autonomia è la vera rivoluzione del popolo. E’ lui l’artefice, potete eliminare il governo, potete eliminare me ma il popolo rimane. Forse la vera rivoluzione che abbiamo fatto è quella culturale: dalle nonne ai ragazzi delle medie, tutti mi scrivono e mi chiedono “alora, quando se fa sta autonomia”. Questa amministrazione ha riportato l’orgoglio di essere veneti. Hanno tutti rispetto di noi. Noi siamo forti perchè siamo non violenti. I veneti non hanno paura del confronto».

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