Autonomia, 22 ottobre mesto: Zaia fa esporre solo la bandiera

Comitati e molti esponenti della maggioranza regionale a Venezia per festeggiare un secondo anniversario di protesta: «Boccia perde solo tempo»

E’ il giorno del secondo anniversario del referendum per l’autonomia del Veneto. E Venezia, capoluogo della Regione, l’ha vissuto in primo piano, tra i turisti incuriositi dalla bandiere col “leon” che sventolavano tra le calli e l’ufficialità di Palazzo Balbi. Il 22 ottobre del 2017 circa 2,3 milioni di elettori votarono alla consultazione con una percentuale di sì arrivata al 98,8%. Due anni dopo «quella data storica», il governatore leghista Luca Zaia ha dedicato il punto stampa della giornata al tema autonomia, al percorso e agli obiettivi futuri, affiancato dalla giunta al completo e il presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti in prima fila. Aveva allargato l’invito a tutti i consiglieri: invito accolto dalla maggioranza, presente tra gli altri anche il consigliere regionale e coordinatore di Fratelli d’Italia Sergio Berlato, ma non dalle opposizioni: «Se ha novità Zaia deve venire in consiglio regionale dove non riferisce sull’autonomia da oltre un anno, altrimenti ci risparmi la passerella a uso stampa e tv» ha dichiarato il capogruppo del Pd, Stefano Fracasso. «E’ il loro ministro che dovrebbe riferire al Pd – ha ribattuto Zaia – noi siamo pronti. Se i tempi si allungheranno, porteremo in consiglio regionale ogni materia, in primis la scuola, per trasformarle in singoli progetti di legge. Il referendum oggi? Prenderemmo ancora più voti. Resto fiducioso, anche se il governo non ci è amico, stiamo cercando di mantenere il confronto. Ma se la trattativa non è seria, avremo delle risposte a breve dalla delegazione trattante».

Comitati a Rialto

Proprio oggi, 22 ottobre, il ministro per gli affari regionali Francesco Boccia (Pd) ha ripreso le trattative tra la delegazione tecnica del Veneto e quella del governo. Negoziati a cui i comitati per l’autonomia del Veneto, che oggi hanno manifestato a Venezia a Ponte Rialto, non credono: «Non siamo qui soltanto per ricordare ma per ribadire che vogliamo l’autonomia, subito». Sui gradoni di Rialto si sono ritrovati i veneziani di “Associazione Europa Veneto” guidati da Edoardo Rubini, il comitato vicentino “Veneto Autonomo Subito” dell’ex assessore regionale Marino Finozzi e i veronesi di “Veneto Indipendente” con il presidente Palmarino Zoccatelli. Un centinaio di persone riunite in una manifestazione definita di «festa e protesta», in una giornata baciata da un sole più estivo che autunnale. Con loro molti consiglieri regionali. In primis il presidente del consiglio veneto Roberto Ciambetti, arrivato a Rialto dopo la conferenza stampa di Zaia. Con lui i rappresentanti della lista “Zaia Presidente”, tra cui Luciano Sandonà e Gabriele Michieletto, Stefano Casali e Andrea Bassi di Centrodestra Veneto. Tra i leghisti Alberto Semenzato, mentre per il gruppo misto Stefano Valdegamberi e in prima fila anche Maurizio Conte di Forza Italia. Assente invece proprio il governatore Luca Zaia: «ho altri due incontri a palazzo Balbi ma ho dato la bandiera della Regione da esporre sul ponte» ha precisato.

«Boccia sta perdendo tempo»

«Zaia rappresenta le istituzioni e deve per forza seguire quella strada – ha detto Marino Finozzi – ma i comitati spontanei che nascono sul territorio si muovono in tutti i modi che credono utili. Questa è una manifestazione per ricordare che c’è un percorso istituzionale, ma c’è anche una volontà di popolo. Ci siamo ritrovati tutti, i vari comitati del Veneto, vecchi autonomisti, giovani arrivati dalle diverse province». C’è molto scetticismo sulla legge quadro voluta da Boccia: «Il percorso del ministro Boccia è semplicemente il metodo di norma usato in tutte le occasioni politiche – continua Finozzi – non si dice mai di no, ma si trova il modo per posticipare qualsiasi decisione. La legge quadro è uno strumento che ha questa finalità, andare alle calende greche prima di arrivare a decidere qualcosa. Roma non riesce a capire che l’autonomia è una volontà dei veneti e non di un partito o di un piccolo gruppo di persone, noi non capiamo perché il referendum non metta i politici di fronte alla responsabilità di concedere l’autonomia. Sono stati oltre 2 milioni due anni fa a dare un segnale preciso. E qui il problema sta cominciando a diventare fastidioso. Il popolo veneto è paziente ma quando una persona molto tranquilla perde la pazienza può diventare pericolosa».

«Il 22 ottobre per noi è una festa»

A sventolare sul ponte di Rialto un grande gonfalone di 15×10 metri e la bandiera della Regione, «quella stesa nel prato a Pontida qualche settimana fa» precisa Finozzi, che esclude di voler tornare in politica. «Mi sono tolto proprio per poter fare quello che mi piace di più cioè lavorare per l’autonomia fuori dalla politica». Sul ponte arriva anche Alessio Morosin, leader di Indipendenza Veneta. Finozzi continua: «Il 22 ottobre per noi deve diventare una festa per il Veneto, ma vogliamo anche manifestare contro l’inefficienza dello Stato centrale che non capisce i bisogni di una realtà che fino a prova contraria mantiene buona parte di questo paese. La regione sta facendo tutto quello che è possibile fare, la determinazione dimostrata dal presidente Zaia è stata esemplare e possiamo solo ringraziare perché sta portando avanti la lotta. La Lega al governo Conte 1? Un anno è poco per fare qualcosa, la ministra Stefani ha fatto tutto quello che era possibile». Spunta anche una bandiera catalana tra le tante con il leon. «Ci avrebbe fatto piacere se fosse passato Zaia» ribadiscono i presidenti dei comitati. Ma alla Lega va bene così.