Maxi truffa sanitaria: 8 arresti, anche in Veneto

Al centro delle indagini la “Sereni Orizzonti” società attiva nel settore dell’assistenza per anziani, autosufficienti e non, e nella gestionedi comunità terapeutiche

Le Fiamme Gialle di Udine, coordinate dalla Procura della Repubblica, stanno eseguendo otto arresti, perquisizioni e sequestri per 10 milioni di euro nell’ambito di un procedimento per truffa aggravata in materia di spesa socio-sanitaria, ai danni dei bilanci delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia.

Al centro delle indagini una società attiva nel settore dell’assistenza per anziani, autosufficienti e non, e nella gestione di comunità terapeutiche – riabilitative per minori e adolescenti, con sedi operative in tutto il territorio nazionale, la Sereni Orizzonti.

La società, allo stato delle indagini, risulta averepercepito illecitamente contributi pubblici per un importo quantificabile in oltre 10 milioni di euro, presentando alle Aziende Sanitarie territorialmente competenti, rendicontazioni non veritiere in ordine agli standard quantitativi e qualitativi dei servizi assicurati nelle proprie strutture. In particolare, le strutture operative della società, per massimizzare i profitti d’impresa, comprimevano al massimo il costo del personale di servizio impiegato ed erogavano prestazioni diverse per quantità e qualità rispetto agli standard normativamente e contrattualmente previsti, determinando una minore assistenza ad anziani e minori, anche a rischio di pregiudicarne il benessere e la salute.

A tale scopo venivano rendicontate anche maggiori ore di assistenza socio-sanitaria, considerando tra queste prestazioni anche quelle effettuate da personale privo delle necessarie qualifiche e, di fatto, impiegate solo nei servizi di pulizia e di cucina. La documentazione attestante le presenze giornaliere degli operatori assistenziali e le ore di lavoro da loro realmente prestate era sistematicamente distrutta e/o occultata agli Organi di vigilanza. Altre volte,prestazioni mai rese ai propri degenti erano falsamente rendicontate sulla base di fatture false emesse da professionisti compiacenti.

L’indagine

Le irregolarità, che abbracciano anche i rapporti di impiego delle unità di lavoro, costituiscono anche un raggiro degli ospiti privati che, a fronte delle rette di degenza pagate, hanno ottenutoprestazioni assistenziali inferiori. Il sistema di frode è emerso grazie ad una verifica fiscale condotta dalle Fiamme Gialle di Udine nell’ambito della quale i Finanzieri si erano accorti di alcune criticità nella rendicontazione degli oneri alle Aziende Sanitarie nel comparto dell’assistenza agli ospiti delle residenze per anziani e delle comunità per minori.

Attraverso successive scrupolose indagini tecniche e complessi riscontri documentali è stato possibile acquisire le prove delle illecite attività realizzate ed ancora in corso su più strutture operative ed individuare specifici profili di responsabilità connessi alle scelte imprenditoriali del socio di maggioranza della società, il quale, pur non avendo alcun formale ruolo amministrativo, di fatto aveva escogitato ed attuava, insieme con i suoi collaboratori, una politica aziendale volta a massimizzare i profitti, consapevole di truffare le Aziende Sanitarie.

Gli arresti

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Udine, dott.ssa Mariarosa Persico, ha disposto 9 misure cautelari personali a carico dei responsabili della truffa aggravata ( 4 custodie cautelari in carcere, 4 arresti domiciliari e un obbligo di dimora). E’ stato ordinato, inoltre, anche il sequestro di beni e valori per oltre 10 milioni di euro, importo corrispondente alle risorse pubbliche illecitamente percepite. Il Procuratore della Repubblica di Udine, dott. Antonio De Nicolo, e il Sostituto Procuratore della Repubblica, dott.ssa Paola De Franceschi, che hanno coordinato le indagini, hanno voluto salvaguardare, nella richiesta di adozione delle misure cautelari, la continuità dei servizi di cura e assistenza degli ospiti e i rapporti di lavoro degli addetti alle strutture.