Il cellulare è pericoloso per i bimbi: cosa dicono i medici

Dall’apprendimento allo sviluppo, dal benessere al sonno, l’impatto del cellulare può avere conseguenze sullo sviluppo cognitivo, linguistico ed emotivo del bambino

Roma, 23 ott. (Adnkronos Salute) – Oggi persino i bambini in età prescolare hanno spesso accesso a un telefono cellulare, e crescono in un ambiente pervaso da internet, computer e videogiochi, che con molta forza catturano la loro attenzione. Dall’apprendimento allo sviluppo, dal benessere al sonno, l’impatto del cellulare può avere conseguenze sullo sviluppo cognitivo, linguistico ed emotivo del bambino. Lo ricordano gli esperti di ‘Dottore, ma è vero che…?’, con un articolo sul portale promosso dalla Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) per smontare le fake news.
“In Italia – ricordano gli esperti – sono disponibili pochi dati riguardo l’utilizzo dei media device da parte dei bambini, ma uno studio del 2017 ha evidenziato che il 20% dei bambini usa uno smartphone per la prima volta durante il primo anno di vita e che l’80% dei bambini tra i 3 e i 5 anni è capace di usare il cellulare del genitore”.
Che conseguenze può avere l’uso del cellulare e dei media device per i più piccoli? Nel giugno del 2018 è uscita una ricerca della Società italiana di pediatria (Sip) – rispondono gli esperti di ‘Dottore, ma è vero che…?’ – ha mostrato che una precoce e prolungata esposizione alla tecnologia digitale ha effetti dannosi sui bambini, soprattutto sullo sviluppo neuro-cognitivo, sull’apprendimento, sul benessere, sulla vista, sull’udito e anche sulle funzioni metaboliche e cardiocircolatorie”.
“Inoltre, recenti studi – proseguono gli esperti hanno dimostrato che l’utilizzo di media device da parte dei genitori influenza la sicurezza del bambino, il suo benessere psichico e le interazioni familiari. Questi strumenti, infatti, interferendo nella relazione diretta tra bambino e genitore possono avere un impatto sullo sviluppo cognitivo, linguistico ed emotivo”.
Entrando nel merito, gli specialisti di ‘Dottore, ma è vero che…?’ prendo in esame i vari aspetti:
1) L’apprendimento. L’uso dei touchscreen potrebbe interferire con lo sviluppo cognitivo dei bambini che necessitano di un’esperienza diretta e concreta con gli oggetti e con gli strumenti in modo da affinare il pensiero e la capacità di risolvere i problemi. Per di più non esiste alcun sostituto dell’interazione diretta con i genitori. Un bambino di età inferiore ai 3 anni può apprendere nuove parole attraverso video solo se c’è qualcuno con lui che aggiunge altre informazioni verbali e non verbali durante lo svolgimento delle varie sequenze.
2) Lo sviluppo. Un’elevata quantità di tempo speso davanti allo schermo è correlata a scarsi risultati nei compiti, a bassi livelli di attenzione e anche a povere relazioni con i pari;
3) Benessere. L’utilizzo di strumenti elettronici durante l’infanzia per più di due ore al giorno è associato a un aumento del peso corporeo e a problemi comportamentali. Alcune evidenze suggeriscono anche una correlazione tra l’utilizzo di tablet e il dolore posturale soprattutto a collo e spalle;
4) Sonno. L’uso dei dispositivi multimediali può interferire con la qualità del sonno a causa dei contenuti stimolanti guardati o dell’esposizione alla luce chiara.
Ma allora cosa devono fare i genitori? “Innanzitutto, è fondamentale sapere che una adeguata interazione genitore-bambino è essenziale per lo sviluppo del sistema comportamentale e neuro-cognitivo del bambino – rispondono gli esperti – L’uso dei media device, invece, comporta poche interazioni verbali e non verbali tra le due parti, conflitti, reazioni insolenti e oppositive e comportamenti non emozionali. La Società italiana di pediatria, in accordo con l’Associazione Americana di Pediatria e con le linee guida australiane, ha dato, sulla base di evidenze cliniche, alcune indicazioni ai genitori: nei bambini di età inferiore ai 2 anni raccomandiamo l’astensione, durante i pasti
 e nell’ora prima di andare a dormire, dalla visione di programmi frenetici e rapidi, con contenuti distraenti o violenti, e dall’utilizzo di media device come pacificatori per mantenere calmi i bambini in luoghi pubblici”.
“Per i bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni suggeriamo – proseguono – di limitare l’esposizione a meno di un’ora al giorno, mentre per i bambini di età compresa tra i 5 e gli 8 anni a meno di 2 ore al giorno – in ogni caso consigliamo programmi di alta qualità e solo in presenza di adulti. I genitori devono seguire i bambini nell’uso dei dispositivi per promuovere l’apprendimento e le interazioni e monitorare il contenuto dei media e delle app che vengono scaricate. Per essere certi della sicurezza dei media device utilizzati, i genitori dovrebbero confrontarsi con i pediatri su cosa stanno vedendo i bambini e su tutte le ricerche associate”.
“I genitori dovrebbero limitare il loro stesso utilizzo dei media device perché i bambini sono grandi imitatori. Un ulteriore legame con i bambini può essere ottenuto interagendo, abbracciando e giocando con loro anziché utilizzare cellulari o altro. Le interazioni volontarie tra bambino e genitore, infatti, rimangono sempre la migliore strategia per una crescita sana”, conclude l’approfondimento di ‘Dottore, ma è vero che…?’