Verona, Bertucco (SiC): «Municipalizzate 100% lottizzate»

Dura presa di posizione del consigliere comunale di opposizione dopo la sospensione della nomina di Meletti a dg di Amt

«Con la la sospensione della nomina di Marina Meletti a direttore generale di Amt sale a 4 il numero delle aziende comunali che mostrano insuperabili difficoltà nel trovare un direttore generale all’altezza dei tempi e dei compiti. In Agsm e Agec, le due più grandi multiutility della città, la casella è occupata, di fatto, da facenti funzioni, nominati dopo mesi, talvolta anni, di selezioni infruttuose o concorsi contestati o irregolari. Il vincitore della selezione di direttore generale per Solori si è appena dimesso, probabilmente perché non era in possesso dei titoli necessari. E ora alla lista di si aggiunge anche Amt».

Così una nota di Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona con Sinistra in Comune, a proposito del recente caso su una delle municipalizzate veronesi.

«E’ chiaro che anche Meletti è una seconda scelta. Per quanto legittima, la sua direzione rischierebbe di causare all’azienda più problemi di quanto la candidata sia in grado di risolverne. Ad esempio, visti i suoi titoli (geometra di professione, in seguito laureata in giurisprudenza) Meletti non avrebbe mai voce in capitolo sul filobus da un punto di vista tecnico. E sarebbe, nell’eventualità, un Rup dimezzato – spiega Bertucco – Siccome parliamo della più importante opera infrastrutturale che la città abbia conosciuto negli ultimi 30 anni, sarebbe doveroso assegnarle il meglio della competenze e delle professionalità sul mercato. La scelta di Meletti appare pure politicamente marcata: assessore di Angiari in quota alla Lega, il suo profilo social trabocca di foto e dichiarazioni di fedeltà ai vari Salvini, Zaia e compagnia a briscola. Meletti sembra inoltre condividere col Capitano persino la passione per le spiagge…»

«Il quadro è fosco: a fronte del periodo delicatissimo e delle decisioni importanti che molte sono chiamate a compiere, le aziende pubbliche veronesi restano governate da consigli di amministrazione al 100% lottizzati politicamente e da direttori generali che sono seconde scelte o scelte di ripiego. I responsabili di questa situazione hanno nomi e cognomi: sono quelli che nella campagna elettorale del 2017 avevano promesso di portare al governo delle aziende le competenze e le grandi professionalità».