«Finte scuse di Zonin, Rucco fa Rucco: zitto e immobile»

Selmo, capogruppo “Da adesso in poi”: «elude i conflitti d’interesse nelle nomine e vicino a lui figure sospette. Mentre a noi di centrosinistra manca un leader»

«A Vicenza manca chi tira le fila di una maggioranza sfilacciata». Cioè manca il sindaco. Giovanni Selmo è il giovane capogruppo della civica “Da adesso in poi” e si sta facendo le ossa al suo primo mandato all’opposizione in consiglio comunale, ma snuda già qualche dente aguzzo sotto i baffi, attaccando Francesco Rucco e il centrodestra al governo della città palladiana «sui nodi che non ha sciolto, a cominciare dai conflitti d’interessi».

Quali sono i conflitti d’interesse, o meglio di opportunità?
Il caso di Alessandro Caldana, compagno dell’assessore alla cultura, ambiente e bilancio, che è stato scelto come presidente del collegio sindacale di Svt, la società dei trasporti partecipata dal Comune e dalla Provincia, di cui è presidente sempre Rucco. E’ socio dello studio Auditaxlegal, dove lavora anche Silvia Rachela che ritroviamo nel cda dell’Ipab.

La Siotto vi ha già risposto che le persone vanno valutate da come lavorano, non per i legami personali che hanno.
Ma mischiano amicizie personali con la politica. Andiamo a vedere le competenze, allora. Facciamo l’elenco dei nominati da questa amministrazione?

Facciamolo.
All’Ipark hanno messo Ciro Ammendola, che è segretario provinciale di Forza Italia. All’Ipab Minori Gian Pietro Santinon di Idea Vicenza, la civica del sindaco. Carlo Rigon, idem, è in Amcps. Il tesoriere regionale della Lega, Vivian, è amministratore di Aim.

Tutto risaputo, ma guardi che ogni parte politica, una volta al potere, colloca i suoi uomini: lo avete fatto anche voi di centrosinistra nei dieci anni di Variati.
Su questo parlo per l’associazione da cui provengo, Vicenza Capoluogo, che in passato le sue critiche le ha fatte. Ma io punto sulle competenze, e infatti riconosco che alcune, come la Visentin in Bertoliana, sono state azzeccate. Ma Ierardi alle infrastrutture che competenza ha? E Naclerio, con la delega ai vigili urbani?

Gli ultimi sono di Fratelli d’Italia, il partito che minacciava di uscire dalla maggioranza se non fosse stato soddisfatto. Secondo lei Rucco con queste due nomine lo ha rabbonito?
Ricordo che Naclerio doveva dimettersi per il caso dei post fascisti, e quando è passato in FdI la Siotto la criticò duramente. Ora viene premiato. Per rispondere alla sua domanda, Rucco è molto in difficoltà. Basta vedere il silenzio sui conflitti d’interesse: forse che abbiamo colto nel segno? C’è un problema di trasparenza, e forse la ex assessore Dotto di FdI su questo potrebbe dire qualcosa.

Ma Fdi è stata sedata, secondo lei?
Mah, sulla sicurezza la delega è rimasta a Rucco, che l’ha suddivisa in tre, e due le ha date a Ciambetti della Lega sulla sicurezza partecipata e ora a Naclerio sui vigili. Perchè invece non gli ha conferito tutta la delega? Perchè non c’è fiducia. E non sono sicuro che Ierardi abbia chiesto la delega che poi ha ricevuto. L’altro consigliere comunale Berengo è rimasto molto critico. Secondo me in Fdi c’è ancora malcontento. Registro, per la cronaca, che Ierardi si è dimesso da vicepresidente dell’Ater di Treviso, dandoci ragione dopo che avevamo fatto un’interrogazione sull’incompatibilità con l’incarico di assessore.

Ci sono altri due fuochi di dissidenza accesi: il forzista Zocca e il leghista Pellizzari, esclusi dalla giunta e continuamente critici. Secondo lei potrebbero far cordata con FdI e far cadere la giunta?
Entrambi, in commissione territorio (che fra parentesi è l’unica che lavora), sono il più delle volte sulla nostra linea. Come sulle auto in Corso Fogazzaro, ad esempio. Entrambi, fra l’altro, hanno un astio fortissimo contro l’assessore all’urbanistica Lunardi.

Immagino non la soddisfi l’ultima decisione su Corso Fogazzaro, ovvero di mantenere le auto sia pur in certe fasce orarie.
Reputo triste che su un tema così controverso non si sia scelto di portare prima la decisione in consiglio comunale o almeno in commissione, specie dopo che avevamo chiesto che si portassero lì i risultati della sperimentazione. Si tratta di una ricompensa per gli impegni elettorali presi con i commercianti. Sia chiaro: è un problema vero, quello dell’afflusso in Corso Fogazzaro. Ma come si conciliano le auto con la rivitalizzazione del centro storico portato avanti, devo dire bene, dall’assessore Giovine?

Qualcosa si muove, insomma.
Sì ma non si parla mai di questioni strutturali, serie. La maggioranza è invischiata in robette, in divisioni personali. La variante del piano interventi sul centro storico è ferma, l’unica cosa approvata finora è il piano di abbattimento delle barriere architettoniche, e all’unanimità. E’ difficile entrare nel merito dei temi con questa maggioranza, perchè gli equilibri interni sono così complicati e fragili che il risultato è che è tutto bloccato.

E di chi è la responsabilità principale, secondo lei?
C’è stata improvvisazione nella formazione della giunta. Diciamolo pure: è stata un’ammucchiata. Il sindaco non ce la fa a tenerli assieme, ha promesso troppe cose. Se ci aggiungiamo poi la comprensibile inesperienza, arriviamo a situazioni paradossali come il settore delle opere pubbliche: come fanno a coordinarsi Celebron ai trasporti e lavori pubblici, Lunardi all’urbanistica e Ierardi alle infrastrutture? Ci sono poi assessori che lavorano piuttosto bene, come Giovine, o buone scelte come Passarin alla cultura. Ma l’unico aggregante è il potere.

Il grande fronte per l’amministrazione é Aim, su cui Rucco ha annunciato di suddividere le società. Uno spezzatino, di fatto, anche se a lui non piace si chiami così. La fusione con la veronese Agsm va avanti a parole, ma sempre con l’idea di un terzo partner. Secondo lei parliamo sempre della milanese A2A?
Sì. La sensazione forte è che il gioco non si stia giocando a Vicenza, questo senz’altro. Mi riferisco a dinamiche interne alla Lega a livello regionale, di cui a Vicenza arrivano informazioni frammentarie. La stessa giunta sembra che stia a guardare, restando in attesa.

Traduco per i lettori: la Lega a Verona è contraria ad una aggregazione che porti Aim e Agsm in bocca alla più grande A2A, mentre un’altra parte della Lega, per esempio qui a Vicenza, è favorevole.
Esatto.

Il dossier aggregazione è seguita in Aim da un consulente esterno ad hoc, di cui Vivian aveva detto che avrebbe fornito la quantificazione esatta del compenso dopo una verifica: si tratta di Alberto Serafin, ex stratega elettorale di Rucco, che si è aggiudicato anche la comunicazione in Provincia, sempre con Rucco, e in ViAcqua. Cosa ne pensa?
Che Serafin è una figura sospetta, non chiara. Sicuramente non è super partes. Noi come opposizione veniamo a sapere le cose da voi, dai giornali.

Non è che come opposizione, in questo anno e mezzo, non avete fatto abbastanza? Non tanto in consiglio, quanto fuori dal consiglio.
Anzitutto va sottolineato che finora tutti i gruppi di opposizione hanno lavorato assieme, il che non è affatto scontato. Per il resto, parlo per l’associazione di cui faccio parte: abbiamo continuato il percorso associativo e organizzato incontri nei quartieri. Forse è mancata la sinergia con gli altri su questo. E soprattutto, è mancata una leadership riconosciuta. Poi bisogna dire che comunque è difficile mobilitare la città al di fuori della campagna elettorale.

Magari a mobilitare gli animi ci penserà l’ex assessore Claudio Cicero, che ha promesso un ritorno incandescente. Potreste lavorare con lui?
Dubito fortemente (ride, ndr).

Per un periodo, con Variati sindaco, è stato un vostro consigliere delegato.
Ripeto: dubito. E lo dico apprezzandolo per aver sempre lavorato e per aver risposto sempre alle nostre interrogazioni e domande. Bisogna riconoscere che il modo in cui è stato scaricato, con quel riferimento alle vicende giudiziarie, è stato squallido.

A proposito di vicende giudiziarie, ma questa ben più eclatante: il suo compagno di gruppo in consiglio, Sandro Pupillo, così come il segretario cittadino del Pd, Federico Formisano, ha duramente stigmatizzato le scuse di Gianni Zonin in un’intervista dell’altro giorno. Dalla maggioranza si è fatto sentire il leghista Celebron. Lei personalmente che ne pensa?
Che è stata un’intervista sgradevole, di cattivo gusto, inopportuna. Non gli avrei dato quello spazio. Mi è sembrata una confessione finta, che s’inquadra nel clima di accondiscendenza generale. Era meglio il silenzio. Silenzio che invece c’è stato da chi mi sarei aspettato decisse una parola: il sindaco. Eppure in campagna elettorale era stato un suo tema, quello dei risparmiatori truffati. Ma è il suo metodo: non parlare, restare immobile.