Droga: primo test della saliva svela ‘Spice’, lo sballo degli Zombie

Roma, 30 ott. (Adnkronos Salute) – Sviluppato all’Università di Bath il primo, semplice test della saliva per capire se qualcuno ha recentemente assunto la ‘Spice’, un cannabinoide sintetico che dal Nord Europa sta conquistando anche il mercato italiano, chiamato anche la ‘droga degli Zombie’ per i suoi effetti su chi la utilizza. Il team di ricerca multidisciplinare che ha sviluppato il test, in grado di dare una risposta in appena 5 minuti, spera che il nuovo esame – una volta messo a punto – possa essere utilizzato dagli operatori sanitari per individuare e trattare più rapidamente le persone che risentono degli effetti avversi di questa sostanza stupefacente.
Nonostante il grave e crescente problema di salute pubblica legato alla Spice in Gran Bretagna e in altri Paesi, non esiste ancora un test per stabilire se qualcuno ha assunto questa sostanza da poco. Un problema per gli operatori sanitari, come segnalano gli stessi ricercatori britannici su ‘Analytical Chemistry’, poiché molti pazienti che si sospetta abbiano preso la Spice sono svenuti, incoerenti o presentano psicosi. Il test della saliva sviluppato a Bath dura circa 5 minuti, può essere eseguito sul posto e può dire se la sostanza sintetica è stata assunta di recente, da quale gruppo fra le diverse varianti disponibili proviene, e a che concentrazione era.
La Spice non è una singola droga, ma può essere una miscela di oltre 100 sostanze chimiche di sintesi sottilmente differenti. Il prototipo del test è stato ideato da Chris Pudney del Dipartimento di Biologia e Biochimica dell’Università di Bath. “La mia compagna è una psichiatra – racconta – e mi stava dicendo che al momento non hanno modo di confermare un sospetto uso di Spice: semplicemente non lo sanno mai con certezza. Puoi testare un campione di urina o di sangue in laboratorio, ma per avere la risposta occorrono alcuni giorni e quindi nella maggior parte dei casi è inutile”.
“Così ho iniziato a esaminare la chimica” della Spice, “ed è in realtà simile a qualcosa che abbiamo sviluppato per il rilevamento di molecole biologiche – prosegue il ricercatore – Abbiamo deciso di usare la saliva perché sembrava un’opzione meno invasiva”. La Spice “può essere utilizzata per ‘zombificare’ le persone, facendole fuggire dalla realtà in cui si trovano – commenta Jenny Scott, del Dipartimento di Farmacia e Farmacologia dell’ateneo – e rendendole altamente vulnerabili. I responsabili delle carceri si dicono molto preoccupati per l’uso di sostanze psicoattive nelle loro prigioni: la Spice e altri cannabinoidi sintetici sono diffusi secondo le stime tra circa il 10% dei detenuti” in Gran Bretagna “e hanno messo a dura prova l’assistenza sanitaria di emergenza”. Il team di ricerca ora vuole sviluppare ulteriormente il prototipo, per l’uso in contesti clinici.