Il manifesto: «No alle forze armate nelle scuole»

Dopo la polemica sollevata dal caso del liceo Marco Polo di Venezia, esce dai cassetti una proposta del 2013 di Pax Christi

«La scuola ripudia la guerra». E’ questo il nome di una campagna sulla smilitarizzazione delle scuole che Pax Christi porta avanti dal 2013 e che è tornata prepotentemente alla ribalta nelle scorse ore. Il caso è quello del liceo veneziano Marco Polo dove sindacati, alcuni docenti e studenti si sono opposti a una conferenza con alcuni rappresentanti dell’esercito in occasione del IV Novembre, festa delle forze armate.  Il fatto ha provocato l’ira di alcuni esponenti politici del centro destra ma anche l’entusiastica adesione di numerose sigle pacifiste, che propongono di diffondere la protesta a tutto il Veneto.

La proposta di Pax Christi è contenuta in un manifesto con  alcune linee guida pacifiste da inserire nel Piano di Offerta formativa delle scuole, tra le quali, appunto, la non organizzazione a conferenze con le forze armate, oltre che promozione di attività per sensibilizzare alla non-violenza . «Riteniamo sia grave responsabilità la contaminazione dell’attività didattica con la promozione di una cultura di guerra in cui il soldato è proposto come colui che diffonde la pace e sacrifica la sua vita, sorvolando sul fatto che lo fa armi in pugno, imparando ad eliminare l’altro – spiega l’associazione religiosa – Su questo crinale degenerativo dell’altissimo compito formativo della scuola, la patria è proposta non più come bene comune da proteggere, ma astrazione da difendere con l’uso della forza militare. Si indicano scelte di morte e di violenza laddove si dovrebbero aprire i ragazzi ad un futuro di responsabilità, al dono di sé, piuttosto che alla considerazione dell’altro come possibile nemico».

(Ph Pax Christi)